C’è un suono che non sta fermo, un ritmo che scavalca i confini comunali e si fa viandante: è la tarantella montemaranese, non è più soltanto un ballo di paese, né un rito confinato al tempo del Carnevale. La tarantella montemaranese oggi percorre l’Italia, attraversa città e comunità, portando con sé un patrimonio culturale che parla di identità, appartenenza e memoria condivisa. È una tradizione che cammina, che si lascia attraversare dai luoghi senza perdere il proprio centro. Da Montemarano parte un ritmo antico che si fa contemporaneo, capace di dialogare con pubblici diversi e generazioni lontane.
Un movimento continuo che non nasce per caso, ma da un lavoro costante e profondo iniziato nel 2009 con la fondazione della Scuola di Tarantella Montemaranese da parte di Roberto D’Agnese. Un percorso, come lui stesso ha ricordato, lungo e mai scontato, segnato da sacrifici quotidiani, critiche, entusiasmo e soprattutto passione autentica.
In questi anni la tarantella di Montemarano ha conosciuto un progresso evidente. Non solo come danza, ma come strumento di racconto culturale. La Scuola, insieme al Carnevale, è diventata un vero e proprio veicolo di divulgazione, capace di trasformare il ballo in esperienza, il gesto in narrazione, la musica in richiamo alle radici. Da qui è nato anche un percorso turistico e identitario, che ha riportato molte persone a Montemarano, fisicamente e simbolicamente.
La tradizione, in questo caso, non è stata chiusa in un cassetto per essere “protetta”. Al contrario, è stata messa in circolo, studiata, insegnata, condivisa. È stata resa viva. E proprio per questo ha continuato a crescere, trovando nuova linfa nel confronto e nel viaggio.
Lo dimostrano le recenti tappe fuori regione, come quella di Bologna, dove la tarantella montemaranese ha saputo parlare anche lontano da casa, grazie al lavoro di realtà come la Scuola Tarantarte e all’impegno di Maurizio Messore e Tiziana Panera, che continuano ad allargare il cerchio di questa esperienza culturale.
La strada da percorrere è ancora lunga, ma il segno lasciato è ormai evidente. La tarantella di Montemarano è una pratica viva che esporta valori, crea legami e costruisce futuro. E mentre gira l’Italia, continua a raccontare, passo dopo passo, la storia di una comunità che ha scelto di riconoscersi nel proprio ritmo.

