La storia del Blackjack: come è cambiata con la tecnologia e cosa aspettarsi in futuro

0
546

Le innovazioni tecnologiche cambiano, tra queste, vi sono tutti quei settori strettamente collegati al mondo virtuale. Uno di questi è quello dell’intrattenimento online. Tra i giochi più famosi e antichi del casinò c’è l’immancabile Blackjack! Le black jack regole sono semplici, il gioco è veloce e coinvolgente.

L’obiettivo è ottenere un numero pari o inferiore a 21 – superiore a quello del banco dalla combinazione di almeno due carte. I numeri sulle carte rappresentano il loro valore matematico, mentre le tre figure (Jack, Regina e Re) valgono tutte 10. L’asso può valere 1 o 11 a seconda dell’esigenze del giocatore. Il mazziere distribuisce due carte al giocatore e a sé stesso.

Ma come è nato questo gioco? Qual è la sua storia?

La prima documentazione scritta di un gioco con regole simili al Blackjack bisogna tornare nella Spagna del XVII secolo, quando Miguel de Cervantes scrisse le ‘Novelas Ejemplares‘. Una di queste novelle raccontava di due personaggi che si misuravano in un gioco chiamato ‘Ventiuna’, parola spagnola che significa 21.

Una interessante teoria, formulata da Roger Baldwin e dal già ricordato Arnold Snyder, individua nel Trentuno, un gioco che secondo le cronache avrebbe fatto la sua comparsa già nel corso del quattordicesimo secolo, il più probabile antenato del Blackjack. La ricostruzione di Baldwin e Snyder va molto a ritroso negli anni, e trova una sua pietra angolare in un particolare momento del 1440: fu in quell’anno, infatti, che un monaco francescano italiano, tale Bernardino da Siena, pronunciò un infuocato sermone criticando aspramente il gioco d’azzardo e menzionò un gioco dal funzionamento simile al Ventuno, ovvero il Trentuno, che consisteva nel raggiungere appunto il punteggio di 31 sommando il valore di almeno tre carte e che a questo punto dovrebbe rappresentare il più antico progenitore dell’odierno Blackjack.

D’altro canto, le testimonianze riguardanti il Trentuno non si esauriscono qui, poiché nel secolo successivo (tra il 1532 e il 1542, per la precisione) sarà lo scrittore rinascimentale francese François Rabelais a fare riferimento a questo gioco nel ciclo di romanzi satirici incentrati sulle figure fantastiche di Gargantua e Pantagruel. Nel ventiduesimo capitolo del secondo libro, dedicato appunto a Gargantua, infatti, il gioco del Trentuno viene indicato come uno dei cento giochi a cui uno dei protagonisti prende parte durante i propri viaggi, insieme ai dadi, agli scacchi, al primero e a tanti altri. Rimanendo sempre in ambito letterario, questo gioco viene espressamente menzionato anche nella novella Rinconete y Cortadillo, contenuta nella raccolta Novelle Esemplari, opera realizzata dal grande scrittore

ispanico Miguel de Cervantes, l’avventuroso autore del Don Chisciotte della Mancia, probabilmente uno dei più grandi capolavori della letteratura europea e mondiale. Il Cervantes, che durante la sua tribolata esistenza fu anche un accanito giocatore d’azzardo, nella novella in questione descrive la storia di due bari di Siviglia che si guadagnano da vivere imbrogliando proprio al gioco del Trentuno.

La storia fu scritta per l’esattezza tra il 1601 e il 1602.

Esiste però anche una scuola di pensiero secondo cui gli antichi romani giocavano già un’antica versione del Blackjack, con dei blocchi di legno che indicavano diversi valori numerici.

Verso l‘800 il gioco approda negli Stati Uniti d’America e prende definitivamente il nome di Blackjack. Il nome si riferisca alla mano composta da Jack e Asso di picche, eventualità rara e ben pagata (10 a 1). Le regole poi cambiano e il Blackjack diventa una qualsiasi combinazione di Jack e Asso come prima mano. La vincita cala a un rapporto del 3 a 2, quello odierno.

 

La storia di questo gioco, a dirla tutta, è costellata anche di periodi non proprio rosei: pensiamo al proibizionismo americano, durante il quale il gioco d’azzardo viene bandito. Uno smacco per la case da gioco: gli scommettitori continuano a giocare comunque in clandestinità.

Finalmente nel 1931 il gioco d’azzardo torna ad essere legale in Nevada e viene costruita Las Vegas in mezzo al deserto, prosperò a lungo una sala da gioco denominata Vingt‐et‐Un e gestita da tale Madame Moustache, una giocatrice di talento ed energica business‐woman che alcuni anni dopo, ridotta in rovina dal marito che la truffò piantandola in asso e portandole via tutti i propri averi, concluderà la sua parabola esistenziale togliendosi la vita. Un’altra data fondamentale in questa lunga carrellata è il 1931: in quell’anno, infatti, mentre nel resto del paese il gioco viene criminalizzato e dichiarato illegale, viene emanata la legge con cui si autorizza il gioco d’azzardo nello Stato del Nevada. È in questa fase che, a favorire l’ulteriore diffusione del gioco del Blackjack, contribuì anche la campagna promozionale avviata dai proprietari delle sale da gioco. Essi, infatti, giunsero a offrire ai propri clienti dei bonus molto vantaggiosi, come un payout di 10 a 1 per ogni mano conclusa con un Jack ed un Asso di Picche, fatto che probabilmente nel corso degli anni risulterà decisivo per la nascita e l’affermazione del termine Blackjack. In quello stesso anno, il Blackjack è già il terzo gioco più popolare in assoluto dopo Roulette e Dadi, un successo che proseguirà nei successivi quindici anni portando il Blackjack al secondo posto e superando anche la roulette. Nel secondo dopoguerra, nel 1949 per la precisione, cominciano a comparire i primi metodi per il conteggio delle carte, ed è di pochi anni dopo (nel 1958) la primissima versione della Basic Strategy. Con gli anni i casinò hanno affinato i sistemi di sicurezza e dispongono ormai di apparati di elevatissimo livello tecnologico per riconoscere i bari e i contatori, mentre è solo negli ultimi decenni che si è assistito alla comparsa del gioco online.