La scomparsa del dr.Di Benedetto nel ricordo di Maselli

0
205

Antonio Di Benedetto è stato assessore e consigliere provinciale durante la presidenza Maselli. Riceviamo e pubblichiamo il ricordo di Maselli: “Mi diceva spesso che gli piaceva dire a tutti le cose come stavano: bene al bene e male al male. Oggi, nel mondo della politica, capita raramente di sentire simili affermazioni. Era questo Antonio Di Benedetto e ricordarlo esige soprattutto il rifiuto dell’ipocrisia. Non gli piacevano le “dimensioni tattiche e furbesche” nelle quali spesso la politica scadeva e questo lo rendeva, a volte, scomodo. Lui era così, autenticamente così, e solo conoscendolo si poteva comprendere che era animato solo ed esclusivamente da una sincera, alta e disinteressata passione civile. Insomma non era fatto per la politica nel senso comune acquisito da questa parola: non amava le furbizie ed i calcoli elettorali. Amava la politica. Quella autentica. Fu assessore alle politiche sociali e consigliere originale ed imprevedibile, come tutti sanno. Con le sue intuizioni, scevre da ogni interesse personale e contingente, hanno preso corpo molte iniziative in campo sociale. A volte, forzava i termini entro cui si ponevano le questioni, non perché nel suo modo di pensare e di fare agisse un istinto anarchico, addirittura un qualche compiacimento per la provocazione, ma perché era convinto che solo una spinta in avanti potesse redimere l’angustia e la miseria di una determinata condizione della vita e delle cose nella nostra irpinia. Aveva, in altri termini, l’energia di evocare un problema -sino ad allora inedito- e di affrontarlo con parole dirette non solo al cuore ma alla testa delle persone. Questo suo modo di agire, genuino e vero, suscitava anche qualche incomprensione. Ma, alla fine, le iniziali incomprensioni venivano dissipate dalla maturata consapevolezza che ciò che aveva detto Antonio era la cosa più giusta da fare in quel momento. Cinque anni insieme non mi hanno mai fatto superare un’originaria forma di soggezione verso l’uomo. Non sono mai riuscito a chiamarlo Antonio ma sempre -e solo lui- per me era il dottor Di Benedetto. Non perchè fosse lui a tenere, per dir così, un certo distacco ma per un mio inconscio impedimento verso una confidenza che a me pareva irrispettosa. Eppure il suo approccio nei rapporti interpersonali era improntato ad una delicata umiltà che diventava, repentinamente, forza incontenibile quando si trattava della difesa dei deboli e dei bisognosi. Allora e solo allora non c’era coalizione, non c’era partito, non c’era gruppo che tenessero. Nonostante questo, anzi grazie a questo suo atteggiamento, alla grande spinta etica che lo sosteneva, il suo ruolo politico fu di straordinario valore anche al di là delle inevitabili strettoie di un partito al quale sempre appartenne. Non erano sfide ai suoi compagni di partito né agli altri . Era la sua scelta radicale. Oggi Antonio, schietta figura di uomo che sarà da tutti ricordata per l’altezza morale, quella che riscatta tutte le irrequietezze, si è liberato dai grandi affanni della sua vita. E sì che ne aveva. Auguriamogli che dall’al di là possa vedere realizzati i grandi ideali nei quali la sua vita si è consumata e spenta. Antonio Di Benedetto è stato socialista senza equivoci. Laico, poco diplomatico perché cresciuto su motivazioni profonde e radicali direttamente e vivacemente attinte al suo socialismo. Con cuore commosso ricordo, insieme con i colleghi assessori e consiglieri provinciali, la coerente testimonianza, il sincero anelito, il disinteressato contributo, nonché l’operoso impegno civile di quest’uomo, uomo fino in fondo”. Francesco Maselli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here