La politica piange De Mita. Mattarella: “Grande tristezza”. Il cordoglio di Draghi

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E’ scomparso questa mattina Ciriaco De Mita. L’ex presidente del Consiglio e segretario della Dc aveva 94 anni. De Mita era ricoverato nella casa di cura Villa dei Pini di Avellino, dopo l’intervento chirurgico a cui era stato sottoposto a febbraio a seguito della frattura di un femore provocata da una caduta in casa. Fino all’ultimo momento l’esponente storico della sinistra della Balena Bianca ha continuato a fare politica, in maniera attiva: dal 2014 era sindaco di Nusco, il suo paese.

I funerali si svolgeranno domani, alle 18,30, nella chiesa di Sant’Amato, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La notizia deflagra nei palazzi della politica e in quelli istituzionali ed è unanime il cordoglio per la scomparsa di un “protagonista della vita parlamentare e politica italiana”, lo ricorda il premier Mario Draghi.

Esprime “grande tristezza” il Capo dello Stato, che ne ricorda la “coerenza, passione e intelligenza”, sottolineando come De Mita abbia sempre “camminato nel solco di quel cattolicesimo politico che trovava nel popolarismo sturziano le sue matrici piu’ originali e che vedeva riproposto nel pensiero di Aldo Moro”.

Mattarella rende omaggio al “suo impegno politico, che ha sempre avuto al centro l’idea della democrazia possibile. Quella da costruire e vivere nel progressivo farsi della storia delle nostre comunità, della vita concreta delle persone, delle loro speranze e dei loro interessi. Nasceva da questa visione della democrazia come processo inesauribile l’attenzione per il rinnovamento e l’adeguamento delle nostre istituzioni, che non a caso fu bersaglio della strategia brigatista che, uccidendo Roberto Ruffilli, suo stretto consigliere, alla vigilia dell’insediamento del suo governo, intese colpire proprio il disegno riformatore di De Mita”.

Ma Mattarella tiene a ricordarne anche “l’impegno incessante per un meridionalismo intelligente e modernizzatore. Cosi’ come la vivacità intellettuale, la curiosità per le cose nuove, la capacità di dialogare con tutti, forte di una ispirazione cristiana autenticamente laica”.

Ed anche “l’attenzione alle nuove generazioni per un rinnovamento della politica fatto di scelte coraggiose e concrete, anche favorendo, da segretario del suo partito, un profondo ricambio di classe dirigente. Non meno importante fu, soprattutto nella sua azione di governo, la sua visione internazionale e, in modo particolare, l’attenzione che ebbe per ciò che la leadership di Gorbaciov stava producendo in Unione sovietica alla fine degli anni Ottanta”.