“La mia sfida per un’Irpinia sempre più connessa e capace di innovazione”. Regionali, parla Petracca

“La mia sfida per un’Irpinia sempre più connessa e capace di innovazione”. Regionali, parla Petracca

18 Settembre 2020

Alpi – Le ultime 24 ore, ormai. E poi, la parola agli elettori. Tra pochi giorni, conosceremo la composizione del nuovo consiglio regionale della Campania. Tra i candidati irpini, tra i più attivi di questa competizione, sicuramente Maurizio Petracca, consigliere regionale uscente, che corre con il Pd.

Allora, Petracca, siamo alle battute finali della campagna elettorale. Com’è stata finora?

“Una campagna elettorale anomala. Che si svolge ai tempi di una pandemia. Ma devo dire che l’obbligo di distanziamento sociale, che certamente ne sta condizionando lo svolgimento, non ha annullato la voglia di partecipare. In totale sicurezza, sto comunque provando a fare una campagna elettorale di contatto e a vivere questo momento come occasione di confronto e anche come opportunità d verifica del lavoro che è stato svolto in questa legislatura che ormai volge al termine”.

Lei è consigliere regionale uscente. E’ presidente della Commissione Agricoltura. Qual è il bilancio che sente di fare?

“La premessa è d’obbligo: non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo ereditato. Nel mio caso un Psr scritto dalla burocrazia regionale, che dava una corsia privilegiata alla fascia costiera, penalizzando le aree interne. Il Psr lo abbiamo riscritto, lo abbiamo modificato. E’ uscito fuori un programma più aderente ai bisogni dei nostri territori. Certo, un piano che ancora risente di eccessi di burocrazia, di lungaggini procedurali che dovremo correggere. E questa è la sfida del prossimo quinquennio”.

In che senso?

“Ho formulato tre proposte per la nuova programmazione ed il nuovo Psr. La prima è legata alla necessità di sburocratizzare. E’ indubbio che in questi anni il peso dell’eccessiva burocrazia abbia reso il Psr poco snello e poco agevole. Tanto da inficiare i risultati. Snellimento e semplificazione anche in agricoltura serviranno per rendere alcune agevolazioni davvero tali. E, poi, diversificazione delle procedure. Non è immaginabile, come accaduto, finora, che una grande azienda debba avere iter di accesso alle misure uguali a quelli di una microimpresa, con parametri, requisiti e vincoli identici. Bisognerà, al contrario, prevedere procedure diversificate che tengano conto delle dimensioni aziendali. Infine, ridurre il numero di tipologie di intervento, di misure. Sull’ultimo Psr siamo arrivati a quasi cento tipologie. Sono troppe, creano confusione, alcune sono risultate poco comprensibili. Sulla nuova programmazione questo non dovrà accadere. Anche in questo caso bisognerà semplificare e snellire”.

Ritorniamo alla campagna elettorale. Lei è candidato nella lista del Partito Democratico. Quale è il valore aggiunto della candidatura in questa lista?

“Il Partito Democratico è il motore del centrosinistra. E’ l’unico vero partito del centrosinistra. In questa tornata elettorale siamo in campo con una squadra coesa e solidale. Stiamo conducendo questa competizione elettorale con grande spirito di gruppo. Non ci sono rendite di posizione, non ci sono personalismi. In questa logica il Pd è uno strumento per realizzare obiettivi, per individuare soluzioni, determinare crescita. Ma in realtà il valore aggiunto in verità è un altro”.

Quale?

“Quello della filiera istituzionale che solo il Partito Democratico può attivare e che consente la trasmissione dei bisogni e delle opportunità ai vari livelli con maggiori possibilità di soluzione. E questo è il primato della politica. Per carità, le esperienze civiche sono importanti, ma la politica si fa dentro i partiti. Questo è il vero dato politico di questa tornata elettorale, che qualifica la nostra presenza, che restituisce con nitidezza anche il concetto di appartenenza, di militanza”.

Come dovrà essere l’Irpinia dei prossimi anni?

“Un’Irpinia sempre più connessa e capace di innovazione, ma anche orgogliosa della propria storia, delle proprie radici. Un’Irpinia che non viva di lamentazione e che abbia con la politica un rapporto schietto e concreto. A mio avviso, con la rielezione di Vincenzo De Luca ed una presenza forte del Partito Democratico, ci sono le condizioni per raggiungere questo risultato”.