La lunga attesa, Puleo: “Il derby ha sempre un sapore particolare”

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Due derby vinti con i granata, successi diversi, ma che entrambi hanno lasciato il segno. Il primo in maniera sofferta di rimonta, il secondo con un 4 a 0 schiacciante che ha letteralmente polverizzato i cugini granata. Simone Puleo (sette campionati in Irpinia intervallati dalla parentesi di Crotone, 178 presenze, tre goal e due play-off vinti con la casacca dei lupi) capitano di tante battaglie ricorda le sfide del Partenio con la formazione presieduta da Lombardi. Il centrale milanese, attualmente al Monza, è fiducioso in vista della sfida con la squadra di Mutti. “Il derby con la Salernitana, vista la storica rivalità che c’è tra le opposte fazioni, ha sempre un sapore particolare – afferma il calciatore lombardo – .Una sfida che vale una stagione. Io ne ho vinte due e le porterò sempre nel mio cuore come quelli contro il Napoli”.
Tra le gare con i cavallucci, in particolare tra quelle in cui sono stati ottenuti in tre punti, quale ricordi con maggiore piacere?
“In entrambe le vittorie ci siamo tolti una bella soddisfazione, anche se per come è maturata la prima mi ha lasciato qualcosa in più. Ribaltare il risultato nei minuti finali con la spinta del pubblico e dopo aver fallito qualche occasione in precedenza è veramente unico. Ci abbiamo creduto fino alla fine, perché sapevamo la piazza quanto ci tenesse a questo match. Avellino-Salernitana, è la partita. Non una sfida qualsiasi”.
I lupi possono ripetersi?
“Sicuramente, hanno i mezzi per farlo e con l’arrivo di Campilongo le cose sono cambiate non poco. Si è trovata fiducia nei mezzi, la qualità del gruppo è emersa dopo un avvio pieno di difficoltà. Mi auguro che i miei ex compagni rimasti lì carichino lo spogliatoio e facciano capire qual è la differenza tra questi 90’ minuti… e gli altri del torneo”.
L’Avellino si salverà?
“Come ogni anno sarà molto dura, ma il campionato è livellato. L’impresa non è impossibile. E poi c’è Maglione che conosce bene l’ambiente e che sa lavorare sulla testa dei giocatori”.(di Sabino Giannattasio)

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