Napoli – Il presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, ed i capigruppo consiliari hanno incontrato il presidente ed i componenti del Corecom Campania. “Vorrei rivolgere, a nome dell’intero Consiglio regionale, il più caloroso benvenuto al primo presidente eletto del Corecom, Gianni Festa, al vicepresidente, Enzo Todaro, ed ai componenti del nostro Organismo di garanzia in materia di comunicazioni, Vincenzo Marino Cerrato, Brunella Cimadomo (l’unica donna della squadra), Francesco Eriberto D’Ippolito, Pietro Funaro, Giuseppe Giordano, Gianni Russo e Giovanni Scala – ha detto la Lonardo – Sono lieta di poter sottolineare che il primo Corecom della Campania sarà guidato da professionisti del settore di provata competenza, esperienza ed anche saggezza. Mi riferisco in particolare alle storie personali del presidente Festa e del vicepresidente Totaro ha aggiunto – che tutti noi conosciamo per il loro lungo ed apprezzato percorso lavorativo”. Il presidente del consiglio Regionale ha ribadito nel suo intervento la necessità di approvare una legge regionale di sistema per l’informazione, la comunicazione e l’editoria ma non prima di focalizzare l’attenzione sull’importante ruolo dell’organismo. “Finalmente la Regione Campania ha messo fine ad un lungo e non più sostenibile regime di prorogatio del vecchio Corerat – ha proseguito – Il Corecom Campania è oggi nella pienezza dei poteri e delle funzioni. Si tratta di una svolta non di poco conto, alla quale rivendico il merito di aver contribuito non poco, in qualità di presidente e di garante dell’intera Assemblea legislativa”. Poi la Lonardo si è soffermata sulla rivoluzione tecnologica alla quale stiamo assistendo. “Siamo entrati in pieno nell’era digitale – ha sottolineato – che ha permesso di realizzare la cosiddetta ‘convergenza’ dei sistemi di informazione e di comunicazione di massa: telefonia, radio, televisione, internet, editoria elettronica, computer, cd musicali e servizi informatici avanzati come la posta elettronica, l’home banking, la video sorveglianza e il telerilevamento ambientale. Era ora che la Campania avesse un Corecom al quale l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni potrà finalmente affidare funzioni delegate di forte impatto sociale ed economico”. E poi lo sguardo la futuro: “Il Corecom Campania è da oggi investito di compiti gravosi, vasti ma esaltanti per natura e riflessi pratici. E’ chiamato a difendere, sul territorio regionale, i principi fondanti della democrazia, il rispetto delle regole della buona e corretta comunicazione, l’affermazione del cosiddetto ‘Stato di diritto’ in un settore per sua natura fortemente esposto al rischio di monopoli, e oligopoli, di scorciatoie e furbizie d’ogni genere”. Nel trarre le conclusioni Sandra Lonardo ha infine illustrato i temi relativi alla legge di sistema per l’informazione, la comunicazione e l’editoria campana. “Bisogna da subito mettere mano alla sempre invocata legge – ha detto – Il Consiglio regionale, facendo leva sulle competenze e sulle attribuzioni del Corecom, può sicuramente riuscire a raggiungere quest’altro importante traguardo: varare in tempi brevi una legge di riforma del comparto, che fissi un quadro di regole certe e condivise, che armonizzi l’utilizzo delle risorse pubbliche, che garantisca parità di accesso e che faccia da argine alle posizioni dominanti dei grandi network (mi riferisco in particolare al passaggio al digitale terrestre). Serve una legge – ha precisato – che, coerentemente con le norme comunitarie e nazionali, incentivi e premi meriti e capacità, favorisca l’innovazione e l’aggiornamento professionale, accompagni in maniera non invasiva l’intrapresa, la voglia e la capacità di rischiare in proprio; una legge che difenda il diritto d’autore, che garantisca il diritto ad esistere delle piccole case editrici, delle micro-realtà editoriali (dal giornalino di quartiere e di scuola in su) che spesso sono ancora l’unica voce delle periferie, delle aree interne, dei piccoli Comuni… Oltre al Corecom credo debbano essere coinvolti attivamente in questa ‘Opera legislativa’ di rilevanza strategica le rappresentanze di settore: l’Ordine dei giornalisti, le Associazioni professionali, il Sindacato, gli editori. E naturalmente – ha concluso – i tecnici della materia”.
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