La diagnosi politica del 2013 tra giri di valzer, gossip e elezioni

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Il 2013 volge al termine pronto a lasciare il passo ad un nuovo anno che per lo scenario politico già si preannuncia infuocato. Dalla verifica di maggioranza in consiglio comunale alle prossime europee siamo in molti ad aspettarci i soliti giri di valzer da parte della nostra classe politica affamata di potere e logorata al suo interno da interessi personalistici.
Se vogliamo fare il punto su questo 2013, notiamo che nonostante le promesse di cambiamento da parte di chi si professava come il nuovo che avanza l’anno politico è stato agonizzante e convulso.
Iniziamo dall’incipit. Gennaio si apre con due Enti commissariati: il Comune della città capoluogo e la Provincia. Dopo le dimissioni di Pino Galasso, che nel mese di ottobre 2012 lasciava la fascia tricolore (nominato commissario Cinzia Guercio) anche Cosimo Sibilia fa altrettanto e viene nominato nuovo commissario in Provincia il suo vicepresidente Raffaele Coppola.
Gennaio è anche il mese in cui si compongono le liste per le elezioni politiche: Pd, Pdl, Udc, Scelta Civica e M5S presentano al popolo elettore i propri cavalli vincenti. Sembra la rivincita delle nuove generazioni: Valentina Paris (32 anni), Lugi Famiglietti (38 anni), Giancarlo Giordano (40 anni) e Carlo Sibilia (27 anni) si candidano a varcare la porta del Parlamento. Insieme a loro, i veterani Vincenzo De Luca e Cosimo Sibilia, già senatori nella 16° legislatura. Pronti al loro ingresso tra gli scranni di Montecitorio anche Angelo D’Agostino (Scelta Civica) e Giuseppe De Mita (Udc), che per l’ennesima volta ci riprova ansioso di prendere l’eredità politica dello zio Ciriaco. Giuseppe conquista la prima pagina de Il Fatto Quotidiano, che lo addita di nepotismo e di avere assicurato un seggio ereditario. Sorte amara solo per De Luca che non riesce a bissare l’incarico di Senatore, tutti gli altri sono stati, invece, premiati dal listino bloccato.
A posteriori se vogliamo esprimere un giudizio è la vecchia politica col volto del nuovo, in cui al di là dei vuoti annunci e degli slogan elettorali resta poca di concreto. La rivincita degli under 40 ha manifestato la sua presenza con immagini rassicuranti, talvolta di solidarietà nei confronti delle vertenze che attanagliano la nostra provincia, hanno sfilato insieme agli operai afflitti dalla crisi per avere una passerella sui giornali, forse qualcuno si è anche impegnato ad individuare una soluzione, ma il risultato è stato ancora una volta la totale inefficienza e incompetenza nel risolvere i problemi.
Dalla politica al gossip il passo è breve perché nel mese di febbraio, in piena campagna elettorale, il giornalista Rai Gianni Porcelli rivela: “Mia moglie mi tradiva con Silvio Berlusconi”. La sua consorte è la Consigliera Regionale Antonia Ruggiero; la notizia occupa le prime pagine dei giornali locali e nazionali, il divorzio tra i due diventa pubblico a suon di accuse al vetriolo.
I colpi di scena non finiscono qui. Avellino si prepara alle amministrative e il Pd irpino sceglie ancora una volta le primarie quale strumento utile per decidere democraticamente il proprio candidato sindaco. Ma dopo averle annunciate, sponsorizzate e promosse, causa una serie di dispute giuridico-regolamentari, le primarie vengono annullate. Il Partito Democratico, tra le stanze di via Tagliamento, decide che a correre sarà il lettiano Paolo Foti, direttore dell’Associazione Costruttori Edili della provincia di Avellino. Il panorama dei candidati per la poltrona più alta di Piazza del Popolo si completa poi con Nicola Battista, per il centrodestra, Costantino Preziosi per l’Udc, Giancarlo Giordano per Sel, Gianluca Festa per la civica Davvero, Tiziana Guidi per il M5S, Virgilio Cicalese per Scelta Civica e infine Sergio Trezza.
Ma la vera sorpresa di questa campagna elettorale ce la riserva Pino Galasso che dopo aver abbandonato il Pd e aver cercato ospitalità in vari partiti, trova un porto franco in Cosimo Sibilia. L’ex sindaco di Avellino presenta la lista civica Abellinum a sostegno della candidatura di Battista, ma per il Pdl è una debacle totale.
Paolo Foti incoronato nuovo sindaco di Avellino inizia la sua avventura tra un parlamentino in gran parte rinnovato e con tante quote rose. Ma le polemiche sono dietro l’angolo, nel mirino la scelta di nominare un esecutivo di 9 membri, di cui solo due interni. A puntare il dito è la stessa maggioranza che lamenta la scarsa capacità del sindaco di dialogare e mediare con la sua coalizione.
Il 2013 è anche l’anno dei Lettiani, non solo Foti alla guida del comune di Avellino, ma anche il lettiano della prima ora Lello De Stefano, conquista la poltrona più alta dell’Acs, subentrando a Franco D’Ercole. Dopo la presidenza dell’Ato, per De Stefano, il sogno di una vita che si avvera; quando si sveglierà?
L’autunno è stato occupato dalla lunga campagna congressuale del Pd e dal grande fermento che ha scosso il Pdl. In totale silenzio Scelta Civica e Udc che sembrano scomparsi dalla scena provinciale se non fosse per qualche comunicato stampa e il libro di Ciriaco De Mita che sta facendo il giro dell’Irpinia.
Il congresso del Pd come sappiamo ha salutato l’elezione di Carmine De Blasio a segretario provinciale, palesando, qualora ce ne fosse bisogno, tutte le micro e macro aree che lo caratterizzano. Sulle cronache nazionali invece il tesseramento tarocco, pacchetti di tessere comprate e distribuite in cambio di un voto.
Dall’altro fronte nuove prospettive col ritorno in campo di Forza Italia e la nascita del Nuovo Centrodestra. Generoso Cusano preferisce seguire il movimento di Angelino Alfano, insieme a lui lascia l’Udc per approdare nel centrodestra il consigliere Regionale Pietro Foglia. Restano con Silvio Berlusconi Cosimo Sibilia e Antonia Ruggiero, ma in Forza Italia già affiorano i veleni a causa di una difficile e improbabile convivenza tra quest’ultimi.
Infine chiudiamo il 2013 con la verifica di maggioranza. A soli sei mesi dal suo insediamento, Foti ha già perso per strada due assessori, deve combattere con una fronda di dissidenti che lo tira per la giacchetta e una città insoddisfatta dall’immobilismo della politica.

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