La crisi di Governo – La vicenda del Senatore Grassi, i veleni ed i sospetti: promesse di poltrone per recuperare una maggioranza a palazzo Madama?

La crisi di Governo – La vicenda del Senatore Grassi, i veleni ed i sospetti: promesse di poltrone per recuperare una maggioranza a palazzo Madama?

14 Gennaio 2021

Michele De Leo – Le difficoltà che sta attraversando la maggioranza di Governo hanno quasi fatto passare in secondo piano la vicenda del senatore irpino Ugo Grassi che – dopo un anno e mezzo, poco più, di legislatura – è passato dal Movimento Cinque Stelle – con il quale era stato eletto a palazzo Madama – alla Lega. La questione, però, bene si innesta con l’attuale momento di crisi del Governo e potrebbe, se confermata, far nascere più di qualche sospetto sulle modalità di recupero di una maggioranza al Senato. In un’intervista al quotidiano La Repubblica, il parlamentare irpino ha denunciato che – nel corso di un colloquio privato – il Premier gli avrebbe offerto un incarico, presumibilmente per non perdere un rappresentante della già risicata maggioranza a palazzo Madama. Un’offerta che sarebbe arrivata in tempi non sospetti – poche settimane dopo il giuramento del secondo Governo Conte – alla vigilia del passaggio di Grassi alla Lega. Il Premier avrebbe invitato il senatore irpino a guardare al Partito democratico nel caso in cui fosse stato in cerca di interlocutori politici. La vicenda è stata smentita attraverso una nota ufficiale di Palazzo Chigi che conferma, però, il faccia a faccia, avvenuto in data 31 ottobre 2019. “Durante l’incontro – si legge – il senatore Grassi non ha per nulla anticipato al Presidente l’intenzione di lasciare il Movimento Cinque Stelle per trasferirsi al gruppo della Lega”. La nota evidenzia, inoltre, che “è assolutamente falsa, destituita di ogni fondamento e peraltro volgare la ricostruzione che vede il Presidente esordire o comunque offrire nel corso del colloquio un incarico. Falso è il suggerimento che il Presidente avrebbe dato al senatore Grassi di cercare interlocutori politici nel Partito democratico”. Di contro, il parlamentare irpino ha, invece, confermato le parole riportate dal quotidiano La Repubblica. Una nota della Lega spiega che Grassi sarebbe “stupito dalla reazione di Palazzo Chigi e pronto a sostenere la veridicità di quanto dichiarato in ogni sede”. Quello tra il Premier Conte e il senatore Grassi è stato un confronto privato, tenutosi nel salottino dell’ufficio del Presidente del Consiglio. E’ chiaro che chiunque non può che attenersi alla ricostruzione operata dai due protagonisti. Verrebbe da chiedersi, però, come mai uno stimato professore universitario, persona perbene e di grande moralità, avrebbe inventato di sana pianta una denuncia simile solo per colpire politicamente il Premier e il Governo. Anche se Grassi – come evidenzia la nota di palazzo Chigi – “non ha per nulla anticipato al Presidente l’intenzione di lasciare il Movimento Cinque Stelle per trasferirsi al gruppo della Lega”, l’incontro è avvenuto nei giorni in cui tutti sapevano dell’imminente abbandono del Senatore alla forza politica con la quale era stato eletto. Tanti, inoltre, davano come pressoché certo il suo approdo alla Lega, cosa che lo stesso parlamentare ha fatto intuire nell’intervista esclusiva rilasciata, solo pochi giorni dopo, al nostro quotidiano. Nel caso in cui la denuncia del Senatore trovasse conferma, potrebbe sorgere più di qualche sospetto sugli eventuali accordi necessari al Governo per recuperare una maggioranza a palazzo Madama dopo lo strappo di Italia Viva. Non saremo ai tempi della compravendita di senatori di berlusconiana memoria ma quanto sarebbero tutelati il Paese ed i suoi cittadini da un Esecutivo che nascerebbe dall’offerta di poltrone in cambio di qualche voto piuttosto che dalla condivisione del programma utile a trainare l’Italia fuori dall’emergenza?