La Cgil alla Provincia: Spostiamo il consiglio ai cancelli della Fma

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Avellino – “Un atto grave, che non ha alcuna considerazione della lotta pacifica messa in atto dai lavoratori, che altro non stanno facendo che salvaguardare il proprio posto di lavoro”: così la Cgil di Avellino interviene a favore degli operai che “… lottano per garantire un futuro dignitoso alle loro famiglie e per dare una nuova dignità a questa terra, a questa provincia così duramente colpita dalla crisi”.
I lavoratori e la RSU si rivolgono alle istituzioni locali ai sindaci, ai parlamentari, a tutti coloro che credono in un futuro dignitoso, affinché vi sia una partecipazione attiva alla mobilitazione ed all’assemblea che si terrà domattina davanti ai cancelli della fabbrica di Pratola.
I lavoratori sollecitano anche la Provincia che ha convocato un consiglio provinciale aperto sulle problematiche della FMA, a tenere l’assemblea davanti ai cancelli della FMA.
Anche la Cgil Campania, in una nota, condanna “l’intervento energico della polizia che, questa mattina all’alba, con un ingente schieramento di forze ha sgomberato il presidio democratico e pacifico fuori ai cancelli della Fma di Pratola Serra, nonostante la presenza di sindaci e amministratori locali”. “Dall’inizio del 2009 – ricorda la Cgil Campania – i lavoratori di quello stabilimento sono impegnati una sola settimana al mese e, da novembre dello stesso anno, sono in cassa integrazione straordinaria, con pesanti conseguenze sui livelli salariali. La Fiat e il governo – aggiunge la Cgil – a partire dal tavolo annunciato per il 26 febbraio presso il ministro per lo sviluppo economico, devono dare finalmente risposte attraverso un piano industriale per garantire un futuro produttivo allo stabilimento irpino e non inasprire il conflitto con l’intervento della polizia, rendendosi così responsabili del clima di tensione che sta caratterizzando questa vertenza. Il governo, in particolare, non può continuare a subire le logiche e gli atteggiamenti del gruppo Fiat inseguendo le crisi dei singoli stabilimenti e senza un’idea di piano industriale per il settore in Italia e nel Mezzogiorno, dove è più pesante e sentita la crisi. Fiat e governo – secondo la Cgil Campania – non possono più sfuggire alle responsabilità e devono finalmente, per l’insieme del gruppo Fiat, a partire dai siti di Pomigliano e Pratola Serra, dare risposte concrete e non evasive sul loro destino produttivo e industriale”.

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