Jobs act, ad Avellino è boom di assunzioni

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Lavoro Jobs Act
Lavoro Jobs Act

Oltre 400 contratti a tempo indeterminato sottoscritti nel solo mese di marzo in provincia di Avellino. Il mercato del lavoro comincia a muoversi anche in Irpinia.

Sono gli effetti della riforma del lavoro, ed in particolare dei cosiddetti contratti a tutela crescente, introdotta dal Governo Renzi. Un contesto non semplice, quello in cui aziende e consulenti del lavoro si trovano ad operare, ma che comincia a dare i suoi frutti.

Una svolta che dà la stura a nuove, vere, assunzioni o una manovra che getta solo fumo negli occhi?

Abbiamo sentito il parere di alcuni consulenti del lavoro che operano sul territorio.

Per Leandro Guarino, dello studio professionale “Guarino associati”  occorre fare innanzitutto chiarezza sulla nuova normativa in tema di lavoro.

“Il Jobs act  – dice – è una cosa, il discorso sgravi un’altra, se no si rischia di fare la figura del Landini…”.

Il cosiddetto Jobs act si identifica nella legge delega n. 183 del 10.12.2014, con la quale il Governo è delegato ad emanare decreti aventi forza di legge in materia di:

  1. riforma degli ammortizzatori sociali e degli strumenti di intervento in caso di disoccupazione involontaria;
  2. riordino del sistema delle politiche del lavoro e razionalizzazione degli incentivi all’assunzione;
  3. semplificazione e razionalizzazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro;
  4. riordino delle forme contrattali e dell’attività ispettiva;
  5. sostegno alla genitorialità e conciliazione tempi vita/lavoro per la generalità dei lavoratori.

 “Ad oggi  – spiega Leandro Guarino sono entrati in vigore due Dlgs, i decreti legislativi 4 marzo 2015, n. 22 (riordino in materia di ammortizzatori sociali e strumenti di assistenza per la disoccupazione involontaria) e il decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 23 (contratto “a tutele crescenti), entrati in vigore il 7 marzo 2015.

Per quanto riguarda gli sgravi, il riferimento è alla legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23.12.2014), ed in particolare ai commi da 118 a 124 dell’art. 1.

Il beneficio si sostanzia in un incentivo – pari al totale della contribuzione previdenziale (escludendo quindi i premi assicurativi contro gli infortuni sul lavoro) a carico dei datori di lavoro privati  – a valere sulle assunzioni a tempo indeterminato, ancorché part-time, effettuate a partire dal 1° gennaio 2015.

In estrema sintesi – aggiunge ancora il dr. Guarino –  sono agevolate le assunzioni (ovvero le conversioni di rapporti a tempo determinato) a tempo indeterminato, effettuate da aziende correnti ed in possesso di DURC, di lavoratori che  non abbiano avuto rapporti a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti con qualsiasi datore di lavoro e  non abbiano avuto rapporti a tempo indeterminato nel periodo compreso nei tre mesi precedenti l’entrata in vigore della norma (ottobre-dicembre 2014) con il medesimo datore di lavoro”.

Grazie alle nuove forme di assunzione e allo sgravio contributivo concesso alle aziende per i primi tre anni, molte posizioni border line, anche in provincia di Avellino, si stanno regolarizzando, in particolare quelle che galleggiavano in una zona grigia, se non addirittura nel nero.

Un risveglio si registra nel terziario, nei servizi, ma anche nelle attività manifatturiere e artigianali, i settori per i quali, alla sede Inps di Avellino, sono pervenute, nel solo mese di marzo, già oltre 400 richieste di registrazione di nuovi contratti.

“In particolare – nota il consulente del lavoro Dino Fruncillo – , gli effetti della riforma stanno producendo effetti soprattutto nella trasformazione dei contratti a tempo determinato e dei co.co.pro. Il vero limite, a mio modo di vedere, della misura è la durata del periodo in cui è possibile assumere a tempo indeterminato per poter usufruire degli incentivi. Le agevolazioni e gli sgravi contributivi, infatti, sono validi solo per i contratti sottoscritti entro il 31 dicembre 2015. Vuol dire che dal prossimo anno si rischia di nuovo un rallentamento”.

Cosa accadrà al termine dei tre anni in cui sono previste le agevolazioni? Esiste il rischio che le aziende scarichino i dipendenti assunti ?

Per Leandro Guarino “dipende dall’andamento economico complessivo: se ritorna a girare qualcosa, un lavoratore valido e già “sperimentato” vale molto più degli 8.000 euro dell’incentivo”.

“Per ciò che riguarda le tutele dei lavoratori – aggiunge Dino Fruncillo – , in fondo sono le stesse che avevano prima dell’entrata in vigore la legge 190/2014. Per le aziende non è impossibile licenziare, ma è necessario che sussistano determinate condizioni”.

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