Avellino – Il ricorso presentato dalla Curatela Fallimentare relativo alla proprietà dell’area dell’ex Isochimica è stato accolto dalla seconda sezione del Tar di Salerno nel corso dell’udienza che si è tenuta giovedì 11 dicembre.
Il 28 ottobre l’Asi aveva avanzato il diritto di proprietà dell’area dell’ex stabilimento appellandosi all’articolo 63 della legge 448 del ’98 che consente ai Consorzi Area di Sviluppo Industriale di riacquistare gli stabilimenti dismessi, ma il Curatore Fallimentare, avv. Leonida Gabriele, aveva fatto ricorso al Tar per la sospensione dell’efficacia del provvedimento di acquisizione avanzato da Pietro Foglia.
All’udienza in rappresentanza dell’Asi c’era il professore Palma, mentre per la Curatela erano presenti l’avv. Leonida Gabrieli e l’avv. Carmela Maria Picariello. Dopo un lungo confronto tra le controparti, i giudici del Tribunale amministrativo, tenuto conto dell’urgenza dei lavori di bonifica, hanno riconosciuto alla curatela la proprietà dell’area dell’ex Isochimica.
Ma in merito all’ordinanza l’Asi ha precisato che il Tribunale ha esclusivamente accolto la sospensione richiesta dalla Curatela, al solo fine di consentire le operazioni di bonifica da amianto che la stessa Curatela ha dichiarato essere in corso. Sembra quindi che la legittimità del provvedimento di riacquisizione del lotto Isochimica emesso dal Consorzio debba ancora essere valutato. “Ecco, allora, chiarita la fretta di dare inizio ai lavori con una Conferenza dei Servizi – ha dichiarato Pietro Foglia -, quella del 18 novembre, ritenuta, peraltro, dall’ASI illegittima non solo per l’assenza del Consorzio, tenuto fuori a bella posta, ma anche perché il R.U.P. dott. Blasi, nella stessa Conferenza, rilevava la mancanza della documentazione idonea all’esame del progetto ed abbandonava la seduta. Ciò nonostante, in quella sede, pochi intimi, procedevano, incuranti della legge, su pressioni ben individuabili nello stesso verbale, a dare via libera ai lavori. Era, infatti, necessario presentarsi al Tar di Salerno con i lavori in corso e motivare la richiesta di sospensione paventando pericoli per la pubblica salute. E’, più o meno, la stessa strategia che da tempo porta avanti il Comune di Avellino. Il Tar ha, peraltro, prescritto che i lavori rappresentati dalla Curatela devono essere eseguiti con “immediatezza” e, solo per questo motivo e limitatamente al tempo necessario per la bonifica, ha dichiarato che il provvedimento Asi doveva essere sospeso. Circa la legittimità della riacquisizione nulla si dice, né, in quella sede, potevano essere esposte dall’Asi le ragioni sulla liceità o la legittimità delle autorizzazioni ad eseguire i lavori e su come si era arrivati a questa fase. Noi andremo avanti – ha concluso il presidente – nella convinzione, parafrasando la chiusura del noto film “Il Capitano di Koepenik” che c’è un Giudice anche ad Avellino”.
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