Irpinia 2006: un anno di politica tra luci ed ombre

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Un altro anno con tante ombre per la politica irpina. Un altro anno caratterizzato da tensioni nel centrosinistra e da un’alternativa che ha mostrato di tenere ma fino… ad un certo punto. Una maggioranza a Piazza del Popolo, soprattutto, che ha attraversato momenti difficili: le dimissioni dell’assessore Luca Iandolo per incomprensioni con il suo partito e l’approdo ad un nuovo lido: la Margherita; quelle di Toni Iermano, l’uscita di scena di Giancarlo Giordano e Antonello Rotondi che in una conferenza stampa tennero a dire: preferiamo la sedia elettrica alla poltrona (martedì 11 luglio 2006). Addii amari che hanno avuto sempre lo stesso sfogo: coalizione “sorda e insensibile”. Un quadro acuitosi soprattutto dopo le dimissioni del sen. Nicola Mancino chiamato al prestigioso incarico di vice presidente del Csm. Mancino, garante dell’equilibrio a Piazza del Popolo, dice addio alla politica non senza amarezza. Un esempio che non è servito a preservare il centrosinistra da spaccature e levate di scudi. Documenti, recriminazioni, accuse e inviti a riprendere il filo della matassa. Non senza effetti, le accuse di Antonio Gengaro (Libera Città) “ripristiniamo la legalità”; le bacchettate di Giovanni D’Ercole (An) e l’ultimo scossone ‘provocato’ dalle dichiarazioni di Gerardo Adiglietti dalla stessa essenza, e rimasto irrisolto. Il 2007 porterà consiglio. Più tranquilla ma non indenne da tensioni, la Provincia con le rivendicazioni dei Verdi: “La De Simone ci ha tenuti fuori dall’assetto della Giunta” (17 maggio 2006). E poi gli aut aut della Margherita per una crisi che si è chiusa a ‘tarallucci e vino’; i dissapori nel Prc tra Imbriano e D’Addesa ‘invitato’ ad accomodarsi fuori dal partito perché non ritenuto più ‘garante’. E ancora le dimissioni dell’assessore provinciale Marcello Zecchino a seguito di contrasti e pressioni da parte della sua stessa forza (25 settembre 2006). Le bordate della De Simone: “Non sono la cameriera di nessuno” (26 giugno 2006). Mugugni e spaccature tra l’Udeur – almeno all’inizio -; e tra i Ds. Bassoliniani da una parte, fassiniani e mussiani dall’altra. Frecce avvelenate e critiche in crescendo che ad oggi non hanno ancora sgombrato il campo. Tensioni nello Sdi e per finire nella Margherita dove per il momento si assiste ad una tregua armata. Gli otto volenterosi che ancora tengono banco e Ciriaco De Mita che riesce ad essere garante e mediatore. Fibrillazioni che non hanno risparmiato proprio nessuno nemmeno il centrodestra. Il braccio di ferro tra Gargani e Sibilia in primis. Un anno di amministrative (34 Comuni al rinnovo) e di Politiche che hanno messo a dura prova la tenuta dei partiti. Tengono anche se in leggera flessione Margherita, Ds, An, Udc, Sdi; in leggera crescita Prc, Verdi, Udeur. Sorprende per il risultato a causa dello strappo poi ricucito tra Gargani e Sibilia, il risultato di Forza Italia che si attesta come seconda forza. Politiche che premiano l’Irpinia anche se non mancano ‘ribellioni’ del gruppo fedelissimo ad Arturo Iannaccone ‘sostituito’ nella corsa tutta romana da Francesco Pionati. E ancora, al parlamento: Raffaele Aurisicchio, Giulia Cosenza, Pasquale Giuditta, Gianfranco Rotondi, Franco De Luca, Ciriaco De Mita, il sen. Mancino decaduto perché eletto al Csm, Gerardo Bianco, Antonio Maccanico, Tecce di Rifondazione Comunista. Insomma un anno che si alterna tra brindisi e delusioni. Un anno non solo caratterizzato da ‘ombre’ ma anche da un impegno che c’è stato. Quello dell’amministrazione di Giuseppe Galasso (minoranza compresa) per dare nuova linfa alla città facendo perno sui fondi Pica. L’ultima tranche 70 milioni di euro, lo sgombero dei prefabbricati pesanti a Campetto Santa Rita, la bonifica della bomba ecologica Ex Isochimica, il ripristino di una condizione di normalità nel quartiere da sempre bistrattato il Q9, etc. etc. La caparbietà di Palazzo Caracciolo (compresa l’opposizione) e il sostegno della Regione per la rinascita dell’Ex Ipai: stanziati 10milioni di euro che daranno nuova linfa; la Facoltà Enologica, fiore all’occhiello dell’Irpinia; la stazione dell’Ufita, un ponte tra aree interne e Adriatico. La battaglia contro lo scippo delle acque. Progetti importanti per il rilancio dell’Irpinia. Martoriata da un lavoro che stenta a decollare e dall’immondizia che continua a ferire la terra delle zone verdi e delle aree salubri. Cumuli di pattume per le strade che hanno, dopo stop and go, abbandonato il campo ma solo parzialmente. Immondizia che non sarà più trasferita sul Tricolle: Ariano ha vinto la sua battaglia. Mai più pattume. “Noi abbiamo già dato”. (“Il tribunale del riesame di Avellino ha depositato l’ordinanza con la quale vengono rigettate le istanze dei vari imputati interessati dal procedimento penale pendente. Pertanto attualmente la discarica di Difesa Grande rimane sotto sequestro ai fini probatori” – 20 ottobre 2006-). Battaglie condotte in nome dell’Irpinia e vinte grazie all’unione e alla maturità politica che hanno mostrato gli schieramenti di centrosinistra e centrodestra nell’affrontare problematiche che avrebbero potuto infliggere altri colpi ad un’Irpinia che attende dal nuovo anno, forse, uno sprint in più e una maggiore coesione e collaborazione all’interno degli stessi partiti e tra forze amiche e nemiche. (di Teresa Lombardo)

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