Irm: settimana decisiva per il piano di sgombero del capannone

25 Settembre 2005

Manocalzati – Irm: una vicenda che acquista i toni dell’interminabile. Dopo il congelamento delle sospensioni dei 35 lavoratori e in seguito ai primi sopralluoghi effettuati nell’impianto di Manocalzati ora resta da aggiungere al mosaico il tassello fondamentale: lo sgombero dell’area dai rifiuti bruciati nel rogo dello scorso 22 gennaio. Un’ordinanza della Provincia ha stabilito, infatti, che il trasferimento dei rifiuti è interamente a carico della stessa Irm che dovrà provvedere a proprie spese allo spostamento del materiale verso il Cdr di Pianodardine. Un piano delicato che ha già mobilitato Fibe e Arpac, le società da cui dipende l’organizzazione del programma di trasferimento. E proprio nel corso della settimana i vertici delle società si incontreranno per stabilire le modalità di sgombero dell’area. Un incontro che spianerà la strada per l’atteso riavvio dell’attività. Ma immancabile è la classica ‘altra faccia della medaglia’. Se da un lato, infatti, gli operai hanno lottato per raggiungere questi risultati, dall’altro non mancano le proteste volte ad ostacolare la riapertura dello stabilimento. Come quella che nei giorni scorsi è stata intavolata dal comitato Monte Sant’Angelo. “La Irm non va riaperta”. Questo, in pratica, il contenuto della corposa lettera aperta che il Comitato ha indirizzato a tutte le istituzioni dell’Irpinia. Sono passati 9 mesi a quando, presso il capannone andarono in fiamme 7mila tonnellate di rifiuti, causando danni ambientali considerevoli. Ora il comitato Monte Sant’Angelo nutre il sospetto che “…si possa far strada il baratto delle autorizzazioni in cambio di occupazione”. Ma non saranno i dubbi ad ostacolare il nuovo procedimento. E l’ultimo passo verso la svolta potrebbe essere proprio l’incontro di questa settimana tra Fibe e Arpac.


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