Irisbus, la denuncia di Zaolino (Fim): “Segnali molto preoccupanti”

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Crescono le preoccupazioni tra i 740 lavoratori della Irisbus di Valle Ufita. Dopo mesi di Cassa Integrazione e la riduzione di oltre 100 persone continuano le incertezze sul futuro della più grande fabbrica dell’Alta Irpinia. A lanciare l’allarme è la Fim Cisl che ha tenuto stamane nella fabbrica ufitana, una riunione del gruppo dirigente alla presenza del segretario provinciale Giuseppe Zaolino. “Ci sono segnali molto forti – dichiara Zaolino – che devono preoccupare tutti, dentro e fuori la fabbrica. Non vogliano fare allarmismo, ma si pone in tempi brevi l’esigenza di fare una verifica sull’effettiva volontà della Fiat di rilanciare la fabbrica. Registriamo un ritardo pesante nell’applicazione dell’accordo del luglio 2010 ed è per questo che è necessario in tempi brevi, un incontro con la Direzione Nazionale Fiat. Bisogna ridefinire ruolo e strategie produttive perché il solo mercato nazionale degli autobus non basterà per la piena occupazione degli attuali dipendenti. Chiediamo a Fiat uno sforzo di coerenza industriale. Bisogna portare in Valle Ufita nuovo volumi produttivi ridiscutendo la redistribuzione internazionale dei tre stabilimenti FIAT in Europa (ricordiamo che oltre a Valle Ufita la IRISBUS possiede altri due stabilimenti in Francia e nella Repubblica Ceca). La Fiat – conclude Zaolino – ha il dovere di mantenere fede agli impegni assunti con il Sindacato Irpino che in quella fabbrica superando anche steccati ideologici, ha unitariamente firmato l’accordo della ristrutturazione che doveva servire per il rilancio della fabbrica. Adesso non ci sono più scusanti: o arriva il lavoro in tempi brevi oppure la Fiat metterà a repentaglio la sua credibilità industriale”.

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