Ipotesi rinvio congresso Pd, tensione nella direzione nazionale del partito

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Attraverso una lettera indirizzata al segretario Nazionale del Pd Enrico Letta e al suo vice Provenzano i componenti irpini della direzione nazionale del partito Franco Vittoria, Toni Ricciardi, Vincenzo de Luca, Roberta Santaniello, insieme al consigliere Regionale Maurizio Petracca e alla coordinatrice nazionale assemblee legislative regioni Rosetta D’Amelio, hanno mostrato il loro disappunto circa l’ipotesi di un ulteriore rinvio del congresso provinciale dopo l’addio di Cennamo.

La lettera integrale:

“Siamo rimasti esterrefatti della ipotesi che ci è stata comunicata a mezzo stampa di rinvio di un congresso già convocato a novembre 2020, rinviato per l’emergenza sanitaria a marzo 2021 e nuovamente rinviato sempre per il riaccendersi della pandemia a maggio 2021. Un congresso con le date già stabilite e che doveva svolgersi nella prossima settimana. Un congresso con due candidati a segretario in campo da mesi e rappresentanti delle sensibilità presenti nel partito democratico di Avellino, con 200 candidati in campo a membri della assemblea del partito. Un congresso convocato con una platea di iscritti veri in carne ed ossa con rinnovi reali, nei numeri assolutamente ordinario. Per chiarire ancora di piu il percorso che ha portato al congresso, ricordiamo che lo stesso è stato convocato sulla base di circolari inviate dalla federazione nazionale che ci indicavano le regole con il rinnovo della platea del 2019, regole note al precedente segretario e all’attuale segretario. Non si comprende pertanto come dalla stessa federazione che ci ha dato le regole ci giungano notizie circa un possibile rinvio del congresso. Non si comprende con chi sia stata presa la decisione di rinviare un congresso che sarebbe stato celebrato la prossima settimana, che avrebbe dato a questo partito una degna rappresentanza. Non si comprende come e dove si sia sentita la esigenza di sovvertire la democrazia di un momento tanto atteso dagli iscritti. Rimaniamo esterrefatti per non essere stati ascoltati quali componenti di questo partito, uomini e donne che ne difendano il nome, la storia della nostra comunità nelle istituzioni, nei comuni, giorno dopo giorno. In un momento nel quale il clima è incandescente, la crisi evidente, per noi era necessario tenere un congresso per costruire nuovo presidio di legalità, in una provincia nella quale si intravedono rischi e criticità. Nel ringraziamento dovuto al Commissario Cennamo che ha guidato il partito in un moemto complicatissimo , chiediamo come sia possibile pensare di rinviare un congresso chiedendo che lo stesso venga celebrato con la stessa platea dell’anno in corso, sapendo quali rischi possa comportare questo in termini di tessere e numeri irrealistici. Quali membri del partito democratico, nelle rispettive cariche, chiediamo di essere ascoltati, in presenza preferibilmente o anche tramite piattaforma zoom o altri canali per consentire anche a noi di poter raccontare lo stato dei fatti. Vorremmo ancora sentirci parte di un partito che ci rappresenta, plurale e inclusivo”.