Infanticidio di Siena – La consulenza sarebbe sfavorevole alla 19enne

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Atripalda – Dopo nove mesi dall’infanticidio di Siena, svolta nell’inchiesta del Pubblico Ministero Nino Calabrese e del Sostituto Procuratore Angela Chiavegatti, della Procura della Repubblica senese. Da venerdì sulla scrivania del Pm giacerebbe l’ultima consulenza eseguita dai periti della Procura. Bocche cucite nel Palazzo di Giustizia come pure quella dell’avvocato che difende la ragazza di Atripalda, il penalista Giancarlo Freda. Il legale, infatti, rintracciato telefonicamente ha chiaramente risposto di non voler rilasciare alcuna dichiarazione sul caso anche per rispettare la volontà dei familiari e della stessa ragazza. Comunque, secondo indiscrezioni, la consulenza non dovrebbe essere favorevole alla 19enne. Una notizia che se dovesse risultare vera potrebbe comportare la richiesta, da parte dell’avvocato Freda, di chiedere il patteggiamento per la sua cliente. Il macabro ritrovamento, ricordiamo, risale alle 8.45 di giovedì 25 novembre 2004: a “tradire” la 19enne è stato il cattivo odore che proveniva dall’armadio della sua stanza e che ha portato le inservienti del convitto femminile a fare la scoperta al momento delle pulizia della stanza. È così scattato l’allarme alla Polizia che, avuta l’identità della giovane, si è mobilitata per contattarla via telefonino, fermandola poi – su indicazioni della stessa – alla stazione ferroviaria di Chiusi. Stazione che era stata raggiunta con un bus da Siena, da dove, forse, la studentessa stava partendo per tornare a casa, ad Atripalda. Il cadaverino, in un avanzato stato di decomposizione, era avvolto in una busta di plastica e messo dentro una valigia che la 19enne aveva nascosto nell’armadio della sua camera. Sono state ascoltate anche le sue colleghe di convitto e di studio: l’hanno descritta come una ragazza come tante altre della sua età e nessuna sapeva che era in attesa di un bambino. (Emiliana Bolino)

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