Incidente mortale alla Fca, misure di sicurezza nel mirino delle indagini

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PRATOLA SERRA- Misure di sicurezza nel mirino delle indagini di Carabinieri e Procura per verificare le cause dell’incidente che è costato la vita a Domenico Fatigati, il cinquantunenne operaio di Acerra vittima di un sinistro mortale nello stabilimento Stellantis/ Fca di Pratola Serra. Fatigati, come hanno raccontato tutti i suoi colleghi, era uno dei migliori meccanici che aveva la ditta che operava in subappalto alla Fca Stellantis aveva in servizio a Pratola Serra. Era un manutentore al reparto Basamento motore. Cosa e’ successo allora nella mattinata dell’incidente mortale? Perche’ le misure di sicurezza non sono scattate?

GLI INDAGATI
Nella immediatezza delle indagini, anche per consentire la facolta’ di partecipare agli accertamenti irripetibili (in primis l’esame autoptico) il pm della Procura della Repubblica di Avellino Luigi Iglio ha iscritto nel registro degli indagati e firmato le informazioni di garanzia nei confronti di cinque soggetti. A partire da Carbonatto Marco, direttore dello stabilimento Stellantis/Fca, Andrea D’Urzo, responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dello stabilimento, Vincenzo Castaldo, capo unità dell’area dove è avvenuto il sinistro mortale, Vanessa De Rogatis legale rappresentante della MS Automazioni di Foggia, Rocco Loffreda, capo cantiere della stessa ditta che operava alla Stellantis/Fca e per cui operava Fatigati. Ma non è escluso che il numero degli indagati possa salire e che le posizioni dei cinque attuali indagati possano essere riviste a seguito degli sviluppi delle indagini.

LE INDAGINI
Il cinquantunenne operaio era addetto alla manutenzione dei cosiddetti “magazzini” che si trovano all’interno del macchinario nel reparto della Stellantis, in particolare tra il magazzino Op 120 e quello Op 125. La struttura verticale composta da varie celle, raccoglie il deragliamento dei pezzi dal rullo principale. Il cinquantunenne, verosimilmente anche perché sono in corso tutti gli accertamenti, sarebbe entrato dentro e non si per quale motivo e’ stato travolto da un traslo ( Il transelevatore è un’attrezzatura meccanica utilizzata per trasportare carichi e sollevarli all’altezza richiesta dal magazzino) , che lo ha schiacciato, visto che a quel punto non aveva lo spazio sufficiente. Il traslo va a prelevare i pezzi che arrivano in accumulo nel magazzino. Perché allora sensori e meccanismi di protezione non hanno funzionato? E’ questa la domanda che dovranno sciogliere gli inquirenti, che già hanno effettuato dei sopralluoghi nell’area del magazzino che è sottoposta a sequestro da parte della magistratura. Tra l’altro, anche se questo sarà uno dei punti da approfondire negli accertamenti, esisterebbe anche un meccanismo di blocco manuale per il “magazzino”. Era stato attivato? Aveva qualche difetto?

I FUNERALI
Domani ci sara’ l’ ultimo saluto al cinquantunenne operaio Domenico Fatigati, deceduto all’interno dello stabilimento Fca di Pratola Serra nel corso di un’attività di manutenzione all’interno di uno dei reparti della fabbrica. Il medico legale nominato dalla Procura, il dottore Giovanni Zotti, ha infatti anticipato le operazioni di accertamento sulla salma della ennesima vittima del lavoro. Il feretro dell’operaio, messo a disposizione dei familiari e’ giunto già nel pomeriggio di ieri nella Chiesa S. Pietro, dove ci sarà la camera ardente. Le esequie si svolgeranno alle ore 9:30 domani e dalla Chiesa dove si trova oggi la salma proseguiranno per la Chiesa Sant’ Alfonso dove alle ore 10:30 sarà celebrato il rito funebre.