Immigrati: Avellino sfiora le 8mila unità, lo studio del team D’Amelio

23 Settembre 2005

Napoli – Campagna di sensibilizzazione alla Carta di Soggiorno: questa la presentazione a palazzo Armieri con l’assessora regionale con delega all’Immigrazione Rosa D’Amelio, Nadia Carigliano responsabile della misura 3.4 del Por Campania e Maria Teresa Terreri del Cidis Onlus. Una campagna promossa dall’Assessorato all’Immigrazione della Regione Campania e realizzata da Cidis Onlus, associazione impegnata da anni per i diritti degli immigrati. Immigrati la cui presenza aumenta, nella Regione Campania (a Napoli tra 52.000 e 92.000 presenze; Caserta fra le 21.000 e 31.000 stranieri; in provincia di Avellino una cifra compresa tra le 5.500 e le 8750; in provincia di Benevento lo studio indica fra le 2.800 e le 3.100 presenze). In particolare la provincia di Avellino ha fatto registrare in questi anni un deciso incremento della presenza immigrata, pur continuando a rappresentare, ancora assieme a Benevento, l’area di minore consistenza del fenomeno in Campania. “I risultati dell’indagine – si legge nella nota – hanno portato a stimare complessivamente la presenza immigrata in questa provincia fra le 5.455 e le 8.746 unità (…). I primi arrivi si sono osservati circa un ventennio fa, in seguito alla ricostruzione post-terremoto del 1980 e sono stati favoriti da due condizioni: da una parte, la ricostruzione ha richiesto manodopera da inserire nel settore dell’edilizia, dall’altra, i prefabbricati che erano stati realizzati immediatamente dopo il sisma per accogliere la popolazione locale, una volta liberatasi, hanno rappresentato una veloce e facile soluzione al problema dell’alloggio degli immigrati. I primi a giungere furono i marocchini, seguiti alla metà degli anni ’90 dagli albanesi. Attualmente le nazionalità presenti in provincia di Avellino sono molto eterogenee, con una prevalenza di nazioni dell’Est europeo, dall’Ucraina alla Polonia fino ai Balcani. In alcune aree si sono formate piccole comunità di bulgari e di rumeni. Altre comunità presenti in misura notevole sono quelle asiatiche, costituite prevalentemente da nuclei familiari di cinesi e bengalesi stabilitisi nella zona di Solofra che si sono inseriti principalmente nell’industria tessile e conciaria, particolarmente sviluppata in quest’area, Nella Bassa Irpinia, ed in particolare nella Valle Caudina, si osserva una presenza consistente di marocchini impiegati soprattutto nell’edilizia o nell’agricoltura in forme diverse rispetto al lavoro agricolo svolto dagli immigrati nel casertano o nell’agro nocerino – sarnese. La distribuzione per genere della presenza totale sembra relativamente equilibrata, tuttavia in corrispondenza delle singole nazionalità, questa distribuzione presenta squilibri in favore dell’uno e dell’altro sesso”. … “Questi dati ci dicono – dichiara l’assessora D’Amelio – che dobbiamo improntare le politiche per l’immigrazione abbandonando il carattere dell’emergenzialità e puntando su misure che favoriscono inserimento, integrazione, cittadinanza e rappresentanza”. Per questo “entro il 15 ottobre prossimo andranno in discussione in Giunta le Linee Guida delle legge quadro regionale sull’Immigrazione ed entro l’inizio del nuovo anno contiamo di discutere il provvedimento in Consiglio regionale”.
Insomma uno studio approfondito della popolazione distribuita sul nostro territorio che ha dato semaforo verde al documento giuridico che ancora pochi conoscono: la Carta di Soggiorno. 10 mila le guide tascabili, 10 mila manifesti, spot televisivi e radiofonici per farla conoscere. Si tratta in sostanza di un particolare titolo di soggiorno che attribuisce allo straniero diritti e facoltà aggiuntive rispetto a quelli di cui gode con un normale permesso di soggiorno. Insomma uno strumento in più a favore delle categorie deboli.


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