Il segretario a muso duro contro i ‘ribelli’: “Solo sciocchezze”

6 Gennaio 2006

Franco Addeo sindaco di Marzano di Nola, Salvatore Alaia di Sperone, Edmondo Marra di Volturara, sostenuti dall’ex consigliere provinciale Antonio Di Benedetto, dal vice sindaco di Lauro Antonio Bossone, dal capogruppo dello Sdi avellinese Mattia Trofa, dal vice sindaco di Pago Casciello e di Domicella Casciello, occupano la sede dello Sdi e non mancano le prime reazioni. A rispondere a tono ci pensa proprio chi è stato messo al ‘rogo’: Luigi Mainolfi reo di una politica troppo “personalistica” e “poco democratica”.
Il segretario provinciale del partito socialista avellinese sereno e a tratti velenoso, minimizza. Punta l’indice contro chi sembra essere intenzionato a fare ‘scalate’ avendo in mente ‘itinerari’ che nulla hanno a che vedere con la politica. Sul banco degli ‘imputati’ il sindaco di Volturara Irpina Edmondo Marra ed il resto della compagine aventiniana.
“E’ una sceneggiata. Sono solo in due. Abbiamo mille iscritti. Oltre cento amministratori. In ogni associazione può esserci qualche personaggio che va alla ricerca di un po’ di notorietà e utilizza qualcuno, me in questo caso, dicendo sciocchezze. La vicenda non ha la minima importanza. Mi stanno pervenendo da parte dei compagni di tutta la provincia, espressioni di condanna per il comportamento assunto dai due: uno di questi è il sindaco di Volturara che alle scorse amministrative ha avuto solo 8 voti. Nel 2005, abbiamo ottenuto 100 voti non suoi ma frutto delle preferenze dei candidati in campo per la tornata regionale. Il sindaco di Volturara ha chiesto di essere appoggiato in una cosa che si è messo in mente. Ma io rappresento tutto il partito. Ho letto di adesioni. Sono tutti di un collegio”.
Sembra dire non fanno testo considerati gli altri trenta sparsi sul territorio.
Il gruppo ‘ribelle’ ha detto a chiare lettere che occuperà la sede ad oltranza fino a quando il segretario “accentratore” non deciderà di fare un passo indietro.
“Il problema non cambia. Io rappresento il 90 per cento del partito. Pertanto non è il 10 per cento a dover imporre scelte”.
Quindi nessun dietro front?
“Non sono io a dover fare passi indietro perché negli anni ho sempre avuto lo stesso stile. Ho sempre avuto come mio obiettivo principale quello di dare conto a tutto il partito e non ad una parte”.
Ai compagni che lo accusano di aver messo in campo una politica che supera addirittura i limiti del possibile, paragonandola a “Ceausescu”, lei cosa risponde?
“Uno può dire quello che vuole. Non sono un accentratore, ma democratico, disponibile e militante. Se poi mi condannano perchè faccio politica, questo non è un mio problema. Tra l’altro non ho mai sentito da questi signori discussioni politiche. Problemi che non sono politici, non mi interessano. Se qualcuno si è fatto un itinerario tutto suo, non posso farci nulla. I Comuni irpini sono 119 ed io sono abituato a dar conto ai compagni di tutta la provincia. I due devono rinsavire perché la politica è un’altra cosa”.
E intanto… lo Sdi si spacca.
(di Teresa Lombardo)


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