Il Pd verso il congresso delle polemiche – L’area che sostiene Nello Pizza contro l’ipotesi slittamento

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Michele De Leo – “Vorremmo ancora sentirci parte di un partito che ci rappresenta, plurale e inclusivo: per questo, quali membri del Pd, nelle rispettive cariche, chiediamo di essere ascoltati per consentire anche a noi di poter raccontare lo stato dei fatti”. La concreta possibilità – emersa nel corso del confronto a Roma tra il dimissionario commissario del Partito Democratico irpino Aldo Cennamo e il coordinatore della segreteria nazionale Marco Meloni – di far slittare ulteriormente il congresso provinciale, al fine di allargare la platea degli iscritti attraverso il tesseramento del 2021, trova la netta contrarietà di una larga parte di dirigenti del Pd, tutti coloro che avevano trovato l’intesa per candidare Nello Pizza alla segreteria. “Siamo rimasti esterrefatti – scrivono in una missiva inviata al segretario nazionale Enrico Letta, al vice Giuseppe Provenzano, al coordinatore della segreteria Marco Meloni ed al segretario organizzativo Marco Vaccaro – rispetto alla ipotesi, che ci è stata comunicata a mezzo stampa, di un rinvio di un congresso già convocato a novembre 2020, rinviato per l’emergenza sanitaria a marzo 2021 e nuovamente rinviato sempre per il riaccendersi della pandemia a maggio 2021, un congresso che doveva svolgersi nella prossima settimana, con due candidati a segretario in campo da mesi e rappresentanti delle sensibilità presenti nel partito democratico di Avellino, con 200 candidati in campo a membri della assemblea del partito”. La lettera – firmata dai membri della direzione nazionale Franco Vittoria, Toni Ricciardi, Vincenzo De Luca e Roberta Santaniello oltre che dal consigliere regionale Maurizio Petracca e dall’ex presidente del consiglio regionale Rosetta D’Amelio – ripercorre le tappe del percorso che ha portato al congresso: “è stato convocato sulla base di circolari inviate dalla federazione nazionale che ci indicavano le regole con il rinnovo della platea del 2019. Non si comprende pertanto come dalla stessa federazione giungano notizie circa un possibile rinvio del congresso e, soprattutto, non si comprende con chi sia stata presa la decisione di rinviare un congresso che sarebbe stato celebrato la prossima settimana e che avrebbe dato a questo partito una degna rappresentanza”. “In un momento nel quale il clima è incandescente – chiosano i firmatari della missiva – era necessario tenere un congresso per costruire nuovo presidio di legalità, in una provincia nella quale si intravedono rischi e criticità. Nel ringraziamento dovuto al commissario Cennamo, che ha guidato il partito in un momento complicatissimo, chiediamo come sia possibile pensare di rinviare un congresso chiedendo che lo stesso venga celebrato con la stessa platea dell’anno in corso, sapendo quali rischi possa comportare questo in termini di tessere e numeri irrealistici”.