Il Partito Democratico al tempo della crisi: la nota di Gerardo Capodilupo

Il Partito Democratico al tempo della crisi: la nota di Gerardo Capodilupo

29 Agosto 2019

Si riporta la nota di Gerardo Capodilupo, Segretario Pd San Nicola Baronia.

E’ da un po’ di anni che il nostro partito vive una costante crisi di nervi, eternamente in bilico tra l’autodistruzione e l’irrilevanza politica. Energie sprecate in una continua guerriglia interna che ha prodotto prevedibili disastri elettorali. Oramai siamo professionisti delle analisi delle sconfitte, artisti dell’auto critica, costantemente incapaci di individuare un sentiero politico da percorrere insieme. Le responsabilità sono da ricercare nella mancata volontà di volgere lo sguardo verso il futuro! Discutiamo del passato semplicemente perché non abbiamo idee, progetti e pensieri. Insomma, un partito che guarda sempre indietro, lasciando uno spazio immenso ad altre forze , non tradisce solo la sua comunità ma la sua stessa vocazione. E’ tempo di cambiare rotta. Evitando di teorizzare improvvisati cambi generazionali, poiché è evidente che esistono idee buone o sbagliate indipendentemente dall’età del cervello che le partorisce, è necessario stringere un rinnovato patto generazionale. Immaginare come sarà il nostro territorio tra vent’anni è l’unico modo per progettare un futuro quantomeno decente. Lavoro, spopolamento, ambiente, legalità sono i temi da sviluppare. Dedizione, intelligenza ed onestà sono i requisiti minimi da richiedere alla classe dirigente.

Ripartiamo dai temi, ritornando nei territori, fornendo soluzioni attuabili e comprensibili. La guida politica, intesa come supporto, è fondamentale per i nostri amministratori che, giornalmente, tra mille difficoltà, risolvono problematiche a tratti paradossali. Una classe dirigente, consapevole del proprio ruolo, gestisce e amministra il potere ricercando il compromesso tra le diverse sensibilità. La rincorsa al consenso, che spesso sfocia nel peggior clientelismo, è la negazione stessa della politica. Siamo forti di una comunità ricca di intelligenza e capacità che non vede l’ora di poter sprigionare la propria forza, una comunità tenuta in ostaggio, vittima di scontri tra correnti, insabbiata tra le polemiche e infine incapace di reagire. L’obiettivo non è rimpiazzare qualcuno o prenderne la poltrona, il fine è ridare fiato e speranza alla nostra Irpinia con proposte innovative, con schemi rinnovati e credibili.

E’ una strada in salita e le condizioni al contorno non sono delle migliori ma è fondamentale provarci: in tempi straordinari la vera rivoluzione è essere normali. Quindi, senza perdere tempo, spero si possa organizzare un congresso con regole certe ed inattaccabili. Non esistono soluzioni unitarie, esiste invece il confronto anche duro ma leale. L’unità è conseguenza del risultato elettorale, solo una competizione trasparente, capace di delineare maggioranza e minoranza, potrà garantire la sopravvivenza del nostro partito. Il pensiero unico è il male del nostro tempo, la nostra azione politica dovrà essere la sintesi delle varie visioni, dovrà incoraggiare il dibattito e trarre conclusioni, senza impantanarci o rincorrere il risultato a tutti i costi. C’è bisogno di tempo, di ritmo, proprio come nella musica: diversi strumenti uniti per creare nuove melodie. Non so se il prossimo segretario sarà giovane o meno giovane, ma se non facciamo presto, credo che rischierà di essere l’ultimo segretario di un partito che voleva cambiare l’Italia, e alla fine ha cambiato solo qualche nome.