Il Garante dei detenuti all’istituto di Lauro: “Maternità non si può conciliare con il carcere”

Il Garante dei detenuti all’istituto di Lauro: “Maternità non si può conciliare con il carcere”

17 Settembre 2021

“Negli ultimi mesi due detenute di Lauro sono diventate mamme in carcere, la prima a Giugno ha partorito Alessio all’ospedale di Avellino, l’altra lunedì scorso ha partorito Alex all’ospedale di Nola. Entrambi i bambini stanno bene. Un’altra donna è incinta e a Dicembre diventerà mamma in carcere. Mi chiedo, un reato di furto, anche di 100 euro, può essere espiato in carcere o ci sono misure alternative? Io credo che quanto prima bisogna far uscire le mamme e i figli dalle carceri in strutture residenziali, e  vorrei tanto che lo Stato e le Istituzioni si occupassero di queste mamme prima di entrare in carcere”,  così Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania, all’uscita Dell’istituto a custodia attenuata per detenute madri di Lauro ( AV).

La visita ha dato possibilità di incontrare singolarmente nei loro mini appartamenti le mamme con i figli, farsi raccontare i loro problemi.

Per l’occasione sono stati regalati ai bambini materiale scolastico e vestiti.

L’istituto, diretto dal dottor Paolo Pastena, che è anche Direttore del carcere di Avellino, oltre che con la cooperativa “Eco” per la quale 10 giovani con turni mattutini e pomeridiani svolgono il servizio civile, è impegnato in altri progetti trattamentali finanziati dall’amministrazione penitenziaria, quali “Mondo incantato” e “ Bambini in movimento” (che hanno lo scopo di tutelare e rafforzare la genitorialità prevedendo la partecipazione sia di mamme che di bambini).

Ciambriello osserva: “In questo istituto la stragrande maggioranza di agenti, 24 su 34, sono di sesso maschile, e credo che sia opportuno che vi sia un rafforzamento di personale femminile, e inoltre che sia rafforzata la presenza costante di pediatra, ginecologo/a e psicologo/a”

Nell’Istituto di Lauro ci sono 14 donne con 15 bambini,  3 dei quali frequentano l’asilo, 3 le scuole elementari, alcune mamme invece frequentano il corso di alfabetizzazione ed altre il biennio scuola superiore.

Il Garante campano Ciambriello così conclude: “Mi auguro che quanto prima si arrivi alla riforma della legge 62/2011 (istitutiva degli ICAM) con primo firmatario il deputato napoletano Paolo Siani.

Mi auguro altresì che, dopo il finanziamento messo in campo dal Governo per istituire case famiglia protette, la conferenza Stato – Regioni metta in campo al più presto standard minimi di accesso per la creazione di queste strutture e che in Campania siano almeno 2 visto che siamo la Regione con il più altro numero di detenute madri negli Icam. Sapere che per molte di queste donne i loro figli vengono vaccinati, vanno all’asilo e alle elementari solo quando entrano in carcere è un paradosso, e credo che occorrerebbe far qualcosa prima. È un ossimoro far vivere la maternità in carcere poiché la tutela degli affetti, l’educazione dei figli è incompatibile con il carcere