“Il corpo di Mimì non è a Prata, me lo sento. Dopo due anni vogliamo la verità a tutti i costi”

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Il dolore della famiglia di Domenico Manzo non si attutisce. Anzi, con il passare dei giorni, aumenta sempre più. 19 mesi senza Mimì è una ferita insopportabile. Anche perché è impossibile mettere l’anima in pace, fino a quando non ci saranno un corpo ed una tomba su cui versare le ormai poche lacrime rimaste, fino a quando la parola verità non sarà scritta in maniera definitiva.

Lucia Manzo e sua sorella Filomena sono due donne distrutte. Non passa giorno senza pensare al fratello e quell’8 gennaio del 2021, quando del 71enne, muratore in pensione, si sono completamente perse le tracce.

“Noi vogliamo capire cosa è successo a nostro fratello quella maledetta sera, non ci arrendiamo, non possiamo: Mimì merita una degna sepoltura. Vogliamo solo sapere la verità e non accetteremo più nessuna provocazione. Siamo noi la parte offesa, siamo noi a dover convivere con questo enorme dolore”.

Lucia è stremata. Anche Filomena. Trovano la forza, tra l’altro, dall’appoggio costante dell’avvocato Federica Renna. Sanno che gli inquirenti stanno facendo di tutto per risolvere il “giallo”. Ma vorrebbero che la svolta finalente arrivi.

“Abbiamo fiducia nella magistratura e nei carabinieri, sappiamo alla perfezione che si stanno impegnando davvero tanto. Ma dopo quasi due anni, credo sia un nostro diritto sapere cosa è accaduto a Domenico, nostro fratello”.

“Auspichiamo che davvero ci sia un video che chiarisca la situazione. Se Mimì è salito in un’auto è perché lo hanno costretto o, comunque, perché conosceva quelle persone. Invito ancora una volta chi sa a parlare, a dire tutto agli organi inquirenti. Non vogliamo una verità, noi vogliamo la verità, qualunque essa sia. Non accusiamo nessuno, la prima ad essere indagata è nostra nipote Romina, ma essere indagati non vuol dire essere colpevoli. Vale per lei, vale anche per gli altri indagati. Ma vogliamo sapere la verità, a due anni dalla scomparsa di Mimì, vogliamo piangerlo come si deve e come lui merita”.

Filomena e Lucia spesso salgono sull’Annunziata, nei pressi della basilica. E’ anche un modo per stare “vicino” a Mimì, perché è da quelle parti che è scomparso. Ma le sorelle non credono che lui sia più a Prata, nemmeno da morto.

“Il suo corpo non è qui, inutile cercarlo ancora a Prata. Ci sono tanti contadini e tante persone che girano nella terra, lo avrebbero trovato. A meno che non è stato nascosto così bene…”.