Il ’68 in Irpinia secondo gli studenti del “Mancini”: si chiude il progetto “Giornalisti in corso”

Il ’68 in Irpinia secondo gli studenti del “Mancini”: si chiude il progetto “Giornalisti in corso”

29 Maggio 2019

Marco Grasso – La città, gli studenti, i partiti e la Chiesa in anni complicati, vissuti in prima linea anche ad Avellino. Il confronto sul ’68 in Irpinia, filo rosso del libro scritto a due mani dal giornalista Gianni Festa e dal professore e studioso Paolo Saggese, ha chiuso il Pcto (ex progetto Alternanza Scuola-Lavoro) “Giornalisti in corso” del Liceo Scientifico “Mancini” di Avellino.

Gli studenti delle classi III G e III H si sono confrontati al Circolo della Stampa con i due autori, nel corso di una conferenza stampa incentrata sulle sfide, gli obiettivi e le battaglie di quegli anni. Il libro, che raccoglie articoli e saggi editi e inediti, tratti dal “Corriere dell’Irpinia” e “Tribuna dell’Irpinia”, apre e riaccende il dibattito su anni controversi, attraversati da una forte e condivisa voglia di libertà. Sollecitato dai ragazzi Festa si è soffermato sulle figure di Padre Pio Falcolini e don Michele Grella e il fervore di cambiamento che, in quegli anni, animava il salone di San Ciro.

“Anche la Chiesa ha avuto un ruolo e una funzione importanti in quegli anni. Guai – avverte il direttore del “Quotidiano del Sud” – a confondere il ’68 e quei sussulti di libertà, con il ’77 e la tormentata stagione del terrorismo”. “Il libro – aggiunge Saggese – raccoglie anche le testimonianze e le speranze, le amare delusioni di alcuni dei protagonisti, le critiche e le contraddizioni insite nel movimento studentesco di quegli anni. E’ stato un periodo importante anche per una comunità piccola come la nostra”.

Una traccia che ha interessato e affascinato non poco gli studenti del “Mancini” che hanno manifestato curiosità verso un periodo di passione e impegno sociale. “Viviamo nell’epoca di internet e delle nuove tecnologie, eppure i ragazzi devono essere sempre stimolati ad informarsi e leggere”, precisa la professoressa Margherita Faia che ha coordinato il progetto insieme alla collega Elisa Troisi.

“Abbiamo voluto incentrare il progetto sui temi dell’informazione e della comunicazione per la funzione sempre più centrale che hanno nelle nostre vite. Per i ragazzi – aggiunge la professoressa – è stato importante approfondire le tecniche di comunicazione e, naturalmente, esercitarsi nell’arte della scrittura, in tutte le sue forme”.

Nel lungo e articolato percorso di formazione, i 40 ragazzi coinvolti hanno partecipato a lezioni teoriche e pratiche presso la propria sede scolastica, la redazione del “Corriere – il Quotidiano del Sud”, la redazione dell’emittente Irpinia Tv, il Museo Irpino, l’Università di Salerno, l’Emeroteca Tucci di Napoli e la Fondazione Gramsci di Roma.

“E’ stato per loro un momento di crescita importante. Hanno avuto l’opportunità, grazie alla collaborazione delle testate locali, di confrontarsi con il mondo dell’informazione e di approfondire le conoscenze del nostro territorio e delle comunità locali”, aggiunge Troisi. “Il confronto poi sulle tematiche del ’68 ha ulteriormente ampliato i loro orizzonti”.