Il 2 novembre infermieri in sciopero anche ad Avellino

Il 2 novembre infermieri in sciopero anche ad Avellino

28 Ottobre 2020

Infermieri in sciopero il prossimo 2 novembre. Dopo il flash mob di giugno, fatto in tutta Italia davanti alle Prefetture e altre manifestazioni, per ultima quella del 15 ottobre tenutasi a Roma presso il Circo Massimo, il sindacato Nursing Up ha ritenuto opportuno procedere allo sciopero generale, come comunica il Segretario provinciale di Avellino Giovanni Calienno.

Di seguito il documento che contiene le motivazioni dello sciopero:

A partire dalle ore 07:00 del giorno 02 novembre 2020, il sindacato di categoria Nursing Up ha proclamato 24 ore di sciopero nazionale degli infermieri e di tutti i professionisti sanitari dell’area non medica.

L’atto estremo dello sciopero si è reso necessario a fronte di un Governo che, in maniera perdurante, ha lasciato irrisolte le criticità di sistema, a gran voce denunciate dalla comunità professionale, e inascoltate le istanze legate ad un necessario e improcrastinabile riconoscimento fattuale dell’autonomia, della responsabilità e del valore dell’agire del professionista sanitario.

A differenza di altri, questo sciopero non rivendica un mero rinnovo contrattuale né un risibile adeguamento stipendiale, questa azione è ben altro!

Questo sciopero fa parte di una battaglia di civiltà che mira ad ottenere il rispetto e il riconoscimento sostanziale dello status di professionista sanitario e del valore di una professione, quella sanitaria, che è centrale in termini di esiti di salute e che ogni giorno sopporta, sulle proprie responsabili e competenti spalle, tutto il peso di un sistema sanitario che fa acqua da moltissime parti.

Non si tratta di un interesse di parte ma dell’interesse di tutti! Le istanze sono le medesime esplicitate dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche e condivise dai sindacati di categoria, dalle associazioni professionali, dalle associazioni professionali di libera aggregazione e persino da associazioni di cittadini.

Le rivendicazioni dello sciopero sono:

  1. Aumento di stipendio e più risorse economiche sufficienti per garantire una indennità infermieristica che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale, portando lo stipendio dei professionisti sanitari Italiani in linea con quelli Europei.
  2. Il riconoscimento della malattia professionale e il correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione con o senza esiti temporanei o permanenti.
  3. L’immediato adeguamento delle dotazioni organiche del personale infermieristico e di supporto operante nella generalità dei presidi ospedalieri e sul territorio.
  4. L’avvio dei processi di stabilizzazione del personale sanitario.
  5. Il superamento, per gli infermieri pubblici e per gli altri professionisti non medici, del vincolo di esclusività, concretizzando un’intramoenia che consenta di prestare attività professionale a favore di strutture sociosanitarie (RSA, case di riposo, case di cura e strutture residenziali, riabilitative, ecc.), anche per far fronte alla gravissima carenza di personale infermieristico di tali realtà.
  1. Direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, riduzione del debito orario settimanale degli stessi (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.
  2. Direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento degli infermieri specialisti, in applicazione della Legge 43/06, alla valorizzazione economico-giuridica della funzione di coordinamento e alla valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati.
  3. Un’area contrattuale infermieristica autonoma che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti.

Queste sono in concreto le nostre principali richieste.

Pur aderendo, il 2 novembre moltissimi colleghi si ritroveranno, loro malgrado, precettati e impossibilitati a partecipare fattivamente all’azione di sciopero.

Vogliamo un futuro diverso, costruito sul rispetto della dignità professionale, per una categoria, quella degli infermieri, dimenticata.

È arrivato il momento che il governo accolga le proposte fatte da parte degli infermieri per migliorare l’operatività del sistema e delineare il progetto di rinascita dell’intera organizzazione, affinché gli infermieri possano vivere il loro futuro da protagonisti.

Oggi abbiamo la grande occasione di ripensare il sistema, di cambiare paradigma. La sanità italiana resta un’eccellenza ma richiede investimenti eccellenti, strutture adeguate ed organizzazione efficace ed efficiente.