Iacovacci: la disperazione politica non giustifica il fango

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AVELLINO- “Leggo con amarezza — ma senza sorpresa — l’articolo pubblicato nelle ultime ore, costruito con il chiaro intento di trasformare una fotografia privata in uno strumento di insinuazione politica”. E’ quello che scrive in una nota l’ex consigliere comunale del Partito Democratico Ettore Iacovacci, tirato in ballo da alcuni articoli per foto che lo ritraevano insieme ad un familiare dei fratelli Nicola e Pasquale Galdieri. “La disperazione politica di qualcuno non può però giustificare il tentativo di attribuire significati inesistenti a un momento che non ha alcuna natura elettorale, politica o istituzionale.Quella fotografia non racconta accordi, sostegni o dinamiche opache. Racconta semplicemente un contesto privato che oggi si prova goffamente a piegare a una narrazione utile soltanto ad alimentare sospetti e a gettare fango nel pieno della campagna elettorale”. E ritiene: “francamente ridicolo che si tenti di costruire un “caso” attraverso rapporti umani, amicizie o semplici occasioni di incontro, come se una fotografia bastasse a riscrivere la storia, i valori e il percorso di una persona.
Non intendo rinnegare conoscenze o rapporti personali per convenienza politica, perché sarebbe l’atteggiamento più facile e più ipocrita davanti alla macchina delle insinuazioni..La legalità è una cosa seria. E proprio per questo non può essere trasformata in uno slogan elettorale o in un’arma di delegittimazione costruita sulle allusioni anziché sui fatti.Esiste un principio fondamentale che qualcuno, evidentemente, dimentica troppo spesso: in uno Stato di diritto le responsabilità sono personali. Sempre”.
Ribadisco infine che la mia attività politica prosegue con serenità, trasparenza e rispetto delle istituzioni, nell’unico interesse di contribuire in modo concreto al confronto sui temi che riguardano la città. Il consenso si conquista con la credibilità e con le idee, non con il fango.Il dibattito pubblico merita serietà e misura. Quando invece si prova a trasformare ogni elemento della vita privata in uno strumento di insinuazione politica, si rischia di scivolare in una narrazione che parla più di chi la costruisce che di chi ne è oggetto.La persona richiamata nell’articolo è un avvocato stimato, professionista incensurato, la cui posizione personale e professionale è del tutto autonoma e non può essere in alcun modo associata a dinamiche politiche o giudiziarie. Si ricorda, inoltre, che la responsabilità è personale e non può essere estesa ad altri soggetti per ragioni di vicinanza, conoscenza o rapporti familiari.Ogni lettura diversa non aggiunge alcun elemento utile al dibattito pubblico, ma contribuisce soltanto ad alimentare ricostruzioni forzate che non trovano riscontro nei fatti.La verità non ha bisogno di rumore, le interpretazioni sì.