I cicci di Santa Lucia ad Avellino, tradizione e storia nel giorno più corto dell’anno in Irpinia

I cicci di Santa Lucia ad Avellino, tradizione e storia nel giorno più corto dell’anno in Irpinia

13 Dicembre 2019

Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”.

Anche se la scienza ci ha insegnato che il giorno più corto dell’anno è quello che corrisponde al Solstizio d’Inverno, che generalmente si verifica il 21 o il 22 dicembre, il 13 dicembre – giorno di Santa Lucia – è noto sin dall’antichità per essere “il giorno più corto che ci sia”.

Ed è una giornata assai più corta ad Avellino, dove il sole si spegne ancor più rapidamente alle spalle di Mamma Schiavona (Montevergine, sul Monte Partenio). È proprio in questo giorno che ad Avellino (e in Irpinia) la stessa tradizione raccomanda di preparare una cena particolare da dedicare alla Santa martire: i cicci.

Secondo il dizionario della lingua irpina, i cicci sono i legumi.

Fagioli e ceci sono bolliti a lungo (alcuni aggiungono anche le lenticchie) fornendo così la base per un piatto misto tanto semplice quanto saporito.

Secondo la ricetta della nonna, i cicci sono cotti – solo dopo una paziente attesa notturna di 12 ore in ammollo – fino ad assorbire tutta l’acqua.

Una volta uniti i primi ad alcuni cereali (grano, mais) cotti separatamente e ad un condimento di aglio, prezzemolo e soffritto di peperoni tondi sottoaceto (“pepaine”), il piatto è così pronto per essere servito e offerto (freddo, non come una zuppa) per celebrare questo giorno particolare.

Perchè il 13 dicembre? La stessa tradizione (di origine contadina) ricorda l’importanza della condivisione del piatto in questa occasione, in voto alla Santa martire protettrice della vista (ritratta solitamente con gli occhi tra le mani).

Sono infatti proprio i cicci – quei piccoli legumi tondi e colorati – a ricordare gli occhi delle Santa cui i fedeli si rivolgono in questo giorno.

In alcuni testi si dice che Santa Lucia è la protettrice di Avellino e di tutto il territorio della provincia.

Si racconta che la stessa tradizione locale vuole che i devoti alla Santa preparassero i vari cereali per poi regalarli alla gente della zona, nel giorno più buio dell’anno e quindi più freddo.

Tale generosità è l’espressione del voto fatto a Santa Lucia, presumibilmente, per grazia ricevuta, un modo per compensare il beneficio avuto compiendo un gesto caritatevole nei confronti della comunità, dando loro anche da mangiare.


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