Giornate nazionale dei castelli: l’Irpinia apre i manieri

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Grande successo per le Giornate Nazionali dei Castelli. In tutto il Bel Paese, nell’ultimo weekend di settembre, sono stati aperti al pubblico antichi manieri di solito chiusi, promossi incontri, convegni e tavole rotonde, celebrati restauri di edifici fortificati o di interi complessi e allestiti eventi mirati alla conoscenza e alla diffusione dei valori propri dell’architettura fortificata. Lo scopo di tale manifestazione, promossa da ben otto anni dall’Istituto Italiano dei Castelli, è di avvicinare sempre più il pubblico a questo settore dell’architettura, di grande importanza sul piano ambientale, storico, culturale e artistico per il nostro Paese e di conferire al Castello, troppo spesso interpretato solo come contenitore o come punto panoramico, il ruolo di protagonista e farne l’oggetto principale del turista e del visitatore, evidenziandone il rilevante valore monumentale e, al contempo, rievocandone il significato storico in rapporto ai momenti fondamentali della storia. Queste giornate sono state realizzate anche in Campania, d’intesa con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, offrendo ai cittadini un’occasione più unica che rara per conoscere approfonditamente la storia e l’evoluzione delle antiche strutture fortilizie della regione. Con la guida di validi accompagnatori e professionisti del settore, è stato possibile, ad esempio, visitare il pregevole Castel dell’Ovo di Napoli, di fondazione normanna, e gli antichi manieri della Valle del Sabato come il Castello Caracciolo di Grottolella, che ancora oggi mantiene la sua veste seicentesca anche se le sue origini sono ben più antiche; il Castello di Montefredane, di origini longobarde, di cui resta l’impianto di base di forma irregolare con alcuni ambienti privi di copertura; il Castello di Sant’Angelo dei Lombardi che, in questi decenni, si è ricomposto con nitida evidenza offrendo una pagina forse insospettabile della storia medievale e moderna irpina. “La Campania ha un patrimonio di castelli di grande valore – spiega il prof. Giovanni Coppola, ordinario di Storia dell’Architettura nel Medioevo presso il “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – che rappresenta molto bene l’arco cronologico medievale dalla venuta dei Longobardi, passando per i Normanni, gli Angioini e, infine, gli Aragonesi. Un patrimonio importante e straordinario che nella nostra regione ha numeri consistenti: oltre un migliaio di architetture fortificate tra castelli, città, masserie, torri e case-torri. La sola provincia di Avellino ha una densità castellana superiore al Trentino Alto Adige con 56 presenze castellari, ancora visibili, e 82, note da fonti storiche, su 119 Comuni. Purtroppo, però – sottolinea Coppola, originario di Fontanarosa – esiste la difficoltà della manutenzione di questi immobili che richiede impegni finanziari consistenti. Per questa ragione, penso sia molto importante promuovere, con le Istituzioni e gli enti locali, occasioni di incontro, di studio e di sensibilizzazione di questo tipo. Solo così possiamo, di fatto, preservare e salvaguardare le architetture fortificate dell’Irpinia e dell’intero territorio campano, sollecitando parimenti la nascita di un circuito integrato per la fruizione dei castelli che può, senza alcun dubbio, incontrare le attese di un turismo di segmento medio-alto”. Una due giorni, dunque, di grande interesse sia per la conoscenza della storia, dell’eredità e dei tesori dei Castelli campani sia per una loro più concreta e valida conservazione e rivitalizzazione.

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