“Giornata nazionale delle vittime della strada”: momento di riflessione alla “Solimena”

“Giornata nazionale delle vittime della strada”: momento di riflessione alla “Solimena”

15 Novembre 2019

II 17 novembre ricorre la “Giornata nazionale delle vittime della strada”. Nell’ambito di tale ricorrenza, lunedì 18 novembre dalle ore 10:00, presso l’istituto secondario di I grado “F. Solimena” di Avellino, la Polizia di Stato in collaborazione con la locale sezione delI’Associazione vittime della strada, il Provveditorato agli studi di Avellino e l’istituto secondario di I grado “F. Solimena” di Avellino, dedicherà un momento di ricordo e riflessione alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari, per contribuire al cambiamento delle abitudini negative degli automobilisti.

La sicurezza stradale é uno dei maggiori problemi che i paesi europei devono affrontare. Il quarto programma di azione europea sulla sicurezza stradale 2010-2020 quantifica un obiettivo indicando una riduzione ulteriore del 50% in 10 anni delle vittime di incidenti stradali.

Già da anni in Italia é stato intrapreso un complesso percorso per fronteggiare il fenomeno dell’incidentalità.

Nlt 2018 si sono verificati in Italia 172.553 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.334 vittime e 242.919 feriti, oltre la metà rispetto ai 7.096 decessi registrati net 2001.

Tra i comportamenti errati più frequenti sono da segnalare la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (net complesso il 40,7% dei casi). Tra Ie violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.

In queste occasioni la memoria va a tutte le vittime di incidenti, compresi gli appartenenti alle forze di Polizia che sono sulla strada tutti i giorni per compiere il proprio dovere. Da sempre gli operatori della Polizia Stradale indossano una divisa, tessuta da impegno, sacrificio, abnegazione: valori fondanti del loro operato che consentono loro di vivere con prossimità e grande sensibilità la missione, spesso eroica e dolorosa che sono chiamati a svolgere.