Gennaio, il mese dei falò in Irpinia: tradizione, fuoco e identità

0
992

Gennaio si conferma in Irpinia il mese dei falò, una tradizione antica che intreccia fede, riti popolari e simbolismi legati al ciclo della natura. In decine di comuni della provincia, il fuoco diventa protagonista di appuntamenti molto sentiti dalle comunità locali, capaci di richiamare residenti e visitatori.

Il calendario si apre il 6 gennaio a Forino, nella frazione Petruro, con il Falò dell’Epifania, e prosegue il 14 gennaio ad Aiello del Sabato con il falò in onore di San Felice martire. Il cuore delle celebrazioni resta però il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant’Antonio Abate, in Irpinia chiamato Sant’Antuono, attorno al quale si concentra la maggior parte degli eventi.

Tra le iniziative in programma spiccano la Vampa di Sant’Antonio Abate a Sturno (16 gennaio), la Vampalenzia di Castelvetere sul Calore, la Vampaleria di Sant’Antuono a Frigento, il Falò di Sant’Antonio Abate a Torella dei Lombardi, la Focara di Quindici, Lu pagliar’ a Teora, la notte delle campanelle e il falò a Montoro – frazione Caliano, il Focarone di Cesinali, i falò di Cervinara, quelli di Montemarano, Solofra, Chiusano San Domenico e Sant’Andrea di Conza. A Nusco, dal 17 al 19 gennaio, va in scena Sant’Antuonu tra maschere, suoni e la notte dei falò, uno degli appuntamenti più suggestivi.

Il calendario prosegue il 20 gennaio con “O’ fucarone” di Avella e con il falò in onore di San Sebastiano martire ad Aiello del Sabato, per poi chiudersi il 31 gennaio con i Focaroni di San Ciro ad Avellino e a Sperone.

Sant’Antonio Abate, protettore del bestiame e dei campi, è considerato anche il santo del fuoco, grande taumaturgo e patrono dei macellai. Nell’iconografia tradizionale è raffigurato con un maiale, il bastone e il fuoco ai piedi, elementi che richiamano la leggenda della sua discesa agli inferi per riportare il fuoco agli uomini.

Accanto all’aspetto religioso, resta forte la matrice profana di questi riti: il fuoco delle grandi cataste simboleggia l’abbandono del vecchio anno e l’auspicio di un nuovo inizio. Non a caso gennaio rappresenta un mese di transizione, che prepara la terra alla futura semina e all’arrivo della primavera, riscaldandola dal freddo invernale. In Irpinia, tra fiamme, canti e comunità riunite, il fuoco continua così a raccontare una storia antica di rinascita e identità.