VIDEO/Gengaro: “con me non si torna indietro, si lavora per le future generazioni”

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AVELLINO- “Con me si torna indietro di venti anni? Una bugia. Anche se 20 anni fa, con Di Nunno, la città era molto meglio amministrata di oggi”.

Iniziamo da una delle maggiori contestazioni che maggiormente viene rivolta al candidato sindaco del “Campo Progressista”, quella di tornare ad una città che non si svaga. E qui Gengaro a proposito ne ha molte da dire e anche ricordare proprio sulle Estati avellinesi che hanno caratterizzato il lavoro negli anni in cui la città era amministrata da Antonio Di Nunno:

“Eravamo una delle città all’avanguardia del Paese – spiega Gengaro – ma è una bugia assoluta. Ho due figli, uno di 21 e 22 anni, penso a loro, alle loro generazioni, al lavoro da costruire, anche agli elementi di svago che vanno realizzati nella città. Ai nostri tempi facevamo un’estate avellinese che durava 45 giorni, e il cinema in piazza Duomo lo abbiamo inventato noi. Tre grandi concerti a Ferragosto. Certo ai tempi nostri, nessuno ha potuto dire che ci facevamo i fatti nostri o che avessimo realizzato una società ad hoc tre giorni prima del Ferragosto proprio perché prendesse in esclusiva i cantanti che poi l’amministrazione ha scelto. Est Modus in rebus, dicevano i latini. Noi operiamo nell’interesse della città e degli operatori commerciali. Il mio cognome rappresenta la storia del commercio ad Avellino,come potrei essere contro quelle categorie? Però bisogna anche trovare un equilibrio con i residenti, bisogna creare occasioni di accoglienza, potenziare i parcheggi di interscambio, perché poi quando ci sono queste grandi manifestazioni dobbiamo essere anche capaci di sapere accogliere chi viene dalla provincia o dalla regione e saperli organizzare, cosa che non sempre accaduta”.

TRIBUNALE, UNA FOLLIA DELOCALIZZARLO: BENE LA PROPOSTA ACONE
Lunedì ci sarà un confronto tra tutti i candidati sindaco a Palazzo di Giustizia sull’edilizia giudiziaria, però c’è già una proposta che riguarda quel palazzo, cioè delocalizzare il Tribunale, creando una piazza con un parcheggio che ha lanciato il candidato Rino Genovese. Un proposta che Antonio Gengaro ha bocciato: “Per me è una follia. Il Tribunale è un’opera di Marcello Canino, uno dei più grandi architetti ed ingegneri razionalisti, ha una sua dignità. E’ una un proprietà del comune di Avellino e fa parte del suo patrimonio, va ristrutturato, c’è una relazione importante del professore Sparacio, uno dei più grandi strutturisti italiani che diceva che per la sua forma a doppia corte era una struttura abbastanza sicura. Ovviamente va rimodernato, riqualificato, c’erano dei fondi, in parte sono stati spesi. Bisogna andare avanti, anche perché c’è stata la dematerializzazione del processo telematico, per cui c’è bisogno di meno spazio. A suo tempo noi già pensammo col Project financing di realizzare un parcheggio interrato e anche spazi per depositi ed archivi proprio nel parcheggio del Tribunale. Andremo avanti per questa strada, ovviamente. Nel mio programma c’è scritto che tutto ciò che si fa per quanto riguarda il tribunale lo si fa insieme agli operatori del settore. C’è una bellissima proposta che ha fatto Pasqualino Acone figlio di un giurista, del grande Modestino, che bisogna muoversi in quella direzione ma è la direzione che è scritta nel mio programma. La piscina comunale. Per Rino Genovese è uno scandalo che resti ancora chiusa.
Gengaro la mette in cima alle priorità della sua azione amministrativa. “Innanzitutto noi la pensammo e noi la inaugurammo la piscina comunale. Quindi va subito riaperta, anche perché e’ l’unica piscina del lla città di Avellino che può accogliere i disabili, poi lo ricordo e’ anche una piscina abilitata a fare la pallanuoto a livello professionistico. E’ una delle priorità, un’opera bellissima che immaginiamo nell’epoca dei Project financing delle amministrazioni di centro-sinistra di metà anni 90. Fu inaugurata, poi si è chiusa. Ma mica c’è qualche imprenditore della città di Avellino, amico dell’amministrazione uscente, che ha avuto interesse a non farla rilanciare riaprire qualcuno: se l’è chiesto questo”.

AL PARTENIO CI TENIAMO, NON SOLO PER FARE I SELFIE: DIALOGHEREMO CON D’AGOSTINO
Una delle contestazioni mosse al candidato sindaco del Campo Progressista e’ anche quella di essere contro contro l’idea di uno stadio Partenio nuovo. Anche in questo caso Gengaro ci tiene a sottolineare come questa ipotesi : “E’ una follia. Io sono stato tra quelli che ha fatto intitolare il Partenio ad Adriano Lombardi, una bandiera, un mio amico e un esempio di sport, di rigore morale e di appartenenza alla maglia. Solo chi va allo stadio solo per farsi i selfie, per farsi un po’ di pubblicità, lo puo’ pensare. La cosa che più odio è questa strumentalizzazione dell’essere tifoso. Si è tifosi, soprattutto quando l’Avellino perde. Noi faremo un grande stadio ad Avellino, ma che sia soprattutto una “Cittadella del calcio”, una struttura sportiva meno centro commerciale più impianto sportivo, così come hanno fatto a Frosinone e Sassuolo a Cagliari a Bergamo. Quelli sono i modelli da seguire. Ne discuteremo con D’Agostino, perché è il nostro interesse fare tutto ciò di concerto con la proprietà dell’Avellino Calcio, a prescindere dal fatto che politicamente la pensiamo diversamente”.

IL PRIMO ATTO DA SINDACO? RIAPRIRE IL CENTRO PER L’AUTISMO
Quale sarà il primo atto di Gennaro sindaco? Ce lo ha spiegato lui stesso. “Mi impegnerò perché il centro per l’autismo diventi una struttura pubblica al servizio di tanti bisogni delle famiglie che soffrono, soprattutto dei ragazzi che hanno bisogno di essere assistiti. Li’ ci deve entrare con il titolo del comodato gratuito l’ASL, che ci deve organizzare il suo dipartimento, portarci i medici, psicologi, sociologi operatori e fisiatri. Noi siamo al servizio del pubblico, poi il pubblico deve avere la capacità di ascoltare sempre le famiglie, di aiutarle e poi di aprirsi anche alla cooperative,. quelle cattoliche e quella laiche che possono dare sicuramente una mano”.