Gagliardi e la sfida di ‘Merito è Liberta’ ai territori irpini

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Merito è Libertà, la neonata associazione politico-culturale presieduta da Generoso Benigni, si prepara alla mobilitazione delle coscienze, dei giovani e dei talenti, per dare vita al rinnovato centrodestra che con qualche affanno si appresta a confluire unitamente nel Popolo della Libertà con An ed altre formazioni minori.
Sono stati tanti i ‘forzisti’ che hanno riempito il parterre dell’assemblea generale dell’associazione al Bel Sito Hotel di Manocalzati, da dove è arrivato forte l’invito, da settori sempre più ampi di moderati irpini, alla formazione di una lista di candidati alle elezioni per il Consiglio Provinciale. Nel corso degli interventi, infatti, è emersa la volontà da parte di Merito è Libertà di presentarsi alle elezioni provinciali con una lista di uomini ‘liberi’ e fortemente impegnati nei singoli collegi elettorali.
“’Merito è libertà’ è pronta a scendere in campo come lista alle prossime elezioni – ha affermato Pio Gagliardi – perchè in molti di noi, che in Forza Italia abbiamo operato e creduto, c’è la sensazione che il PdL finisca per incarnare in Irpinia i limiti dei vecchi partiti. La nostra preoccupazione scaturisce anche dall’indecisione in merito alle alleanze e alle candidature apicali: il tutto potrebbe arrecare danno al PdL. ‘Merito è libertà’ ha l’intento di tenere sotto controllo queste situazioni che, in qualche maniera, potrebbero destare inquietudine negli elettori del PdL”.
Di candidature e alleanze ma non solo. L’assemblea riunitasi a Manocalzati ha richiesto a gran voce un forte radicamento con il territorio. E Gagliardi lancia la sfida dell’associazione a tutte le altre componenti della coalizione: “Le persone di Merito è Libertà si espongono in prima persona e sono protagonisti in primo piano nei vari Comuni. Capacità e merito saranno i soli elementi da considerare per vivere come uomini liberi”. A testimonianza di ciò Gagliardi sottolinea: “Basta vedere l’operato e la storia di chi presiede la nostra associazione”. “Oggi chi semina è destinato a non raccogliere” ha concluso, quindi, criticando alcune scelte degli azzurri a livello regionale e provinciale, riassumendo un sentire largamente diffuso nel corso degli ultimi incontri dell’associazione.

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