Francesca Del Giudice: “Dopo 16 anni a Roma torno ad Avellino per mettere competenze e diritti al servizio della città”

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Dopo sedici anni vissuti a Roma tra lavoro, attivismo e politiche sociali, Francesca Del Giudice torna ad Avellino e sceglie di candidarsi al consiglio comunale nella lista del Movimento 5 Stelle a sostegno del candidato sindaco del fronte progressista Nello Pizza. Esperta in marketing e comunicazione in Ferrovie dello Stato, con un lungo percorso nell’associazionismo e nella cooperazione internazionale, racconta la sua esperienza e la visione di città che vorrebbe contribuire a costruire.

Francesca Del Giudice, partiamo dal suo percorso personale e professionale. Chi è oggi la candidata del Movimento 5 Stelle?

“Sono stata sedici anni a Roma, dove ho studiato e dove tuttora lavoro per Ferrovie dello Stato come esperta in marketing e comunicazione. Parallelamente dal 2015 mi occupo di politiche dal basso. Ho fondato due associazioni: una di respiro internazionale, nata inizialmente per offrire prima assistenza alle persone che arrivavano da fuori Italia, ma che poi è diventata una realtà impegnata a tutto tondo nelle emergenze e nelle crisi sociali. Da lì è nato anche il mio avvicinamento alla politica romana, alle istituzioni, alle associazioni e alla cittadinanza attiva. Sono stati dieci anni molto intensi nei quali ci ho sempre messo la faccia”.

Il suo è un percorso fortemente legato anche ai diritti umani…

“Assolutamente sì. Ho lavorato per Amnesty International e Medici Senza Frontiere, sono stata in Turchia, in Grecia, lungo tutta la rotta migratoria europea, da Ventimiglia alla Francia e alla Spagna. Mi sono occupata di crisi umanitarie e politiche sociali. È un ambito che conosco molto bene e che sento profondamente mio. Successivamente ho avviato anche un’altra esperienza associativa legata soprattutto all’emergenza alimentare. Abbiamo fatto parte del Forum del Cibo del Campidoglio e lì ho avuto modo di conoscere da vicino un’altra fetta importantissima delle politiche sociali di Roma”.

La politica era già nei suoi orizzonti?

“In realtà sì. Alle ultime amministrative romane mi avevano chiesto di candidarmi in una lista dei Verdi nel municipio in cui vivevo, ma lavorando allora per Amnesty International non potevo espormi. Quindi questa non sarebbe stata la mia prima esperienza politica in assoluto. Ho sempre avuto una doppia anima: quella professionale, legata al marketing e alla comunicazione, e quella dell’attivista per i diritti umani”.

Perché la scelta del Movimento 5 Stelle?

“Perché dal periodo del Covid il Movimento 5 Stelle è la forza politica che mi ha convinto di più, soprattutto grazie alla leadership di Giuseppe Conte. Quando mi è stata proposta questa candidatura ho accettato subito con convinzione, ancora prima che si concretizzasse il progetto del campo largo. Dopo sedici anni a Roma porto con me un’esperienza forte e mi piacerebbe esportare anche qui alcuni modelli positivi che ho visto funzionare nella Capitale”.

Quali in particolare?

“Sicuramente la sinergia tra associazionismo e istituzioni. Spesso le associazioni suppliscono alle mancanze delle istituzioni, mentre a Roma ho visto nascere collaborazioni concrete tra amministrazioni e realtà associative. Questo è un punto fondamentale su cui bisogna lavorare anche ad Avellino. Ed è un tema che Nello Pizza ha posto al centro della sua visione politica: giovani, cultura, ambiente, politiche sociali. Ci sono tantissimi ambiti nei quali si possono creare collaborazioni efficaci. Io, tornando qui con due bambini piccoli, ho avuto enormi difficoltà a orientarmi nei servizi comunali. A Roma è più semplice, qui invece il sito del Comune è poco chiaro e tutti ti rimandano lì senza che si riesca a capire davvero quali servizi siano disponibili. Faccio un esempio banalissimo: il parcheggio rosa per le neomamme. Ho scoperto della sua esistenza solo perché qualcuno me lo ha detto. Eppure basta andare dai vigili urbani per ottenerlo. È un servizio utile, ma nessuno lo comunica. E questo vale per tantissimi altri servizi essenziali”.

C’è anche un problema occupazionale?

“Certamente. Io continuerò ad andare a lavorare a Roma perché qui non ho alternative professionali. E questo è un problema enorme per tantissimi giovani e famiglie”.

Nei giorni scorsi ha partecipato a “Nova”, che esperienza è stata?

“Molto interessante. Ho partecipato al tavolo sulla sanità, con particolare attenzione al pronto soccorso e alle fragilità sociali e femminili. Abbiamo parlato della necessità di aprire consultori, di creare percorsi di assistenza specifici per donne vittime di violenza, donne nel post partum, anziani fragili e famiglie con bambini. In una città come Avellino si potrebbero attivare facilmente servizi di prossimità molto concreti e molto utili”.

Lei insiste anche sul tema degli spazi pubblici e dei bambini…

“Sì, perché penso che una città debba tornare a essere vivibile e sicura. Nello Pizza parla spesso della manutenzione del verde, dei parchi, delle aree gioco. Sono aspetti fondamentali non solo per le famiglie ma anche perché possono diventare opportunità di lavoro per tante persone che oggi un’occupazione non ce l’hanno. Bisogna partire anche dalle piccole cose, ma con una visione chiara. Ci sono tanti progetti che si possono mettere in campo e io sono pronta a fare la mia parte”.