Fp Cgil, l’allarme di Morsa: “Asl e Moscati in affanno. Sanità pubblica e socio assistenziale? In via di estinzione”

Fp Cgil, l’allarme di Morsa: “Asl e Moscati in affanno. Sanità pubblica e socio assistenziale? In via di estinzione”

8 Settembre 2021

Sono la Segretaria Generale della Fp Cgil di Avellino, Licia Morsa e il Segretario provinciale Pietro de Ciuceis, ad intervenire.

Riprendiamo il mantra che recita “un’emergenza che dura da due anni non è più un’emergenza, ma è ordinaria amministrazione” e aggiungiamo “tranne che in Italia ed in particolare al sud” e viene fuori lo stato di fatto della sanità in provincia di Avellino, che per alcuni aspetti, se possibile, è peggiorata rispetto alla prima fase dell’emergenza da covid-19”.

Il quadro appare a dir poco preoccupante. È la stessa Segretaria a scendere nei dettagli.

“Sia Asl che Moscati, da ciò che è dato sapere, non hanno i mezzi per far fronte al ritorno di una sanità territoriale pubblica degna dell’articolo di Costituzione che la istituisce. Una settantina di milioni di euro per abbattere le liste di attesa, senza un’attenta riorganizzazione, finiranno per aumentare la dipendenza dalle prestazioni in affidamento ai privati. La raccolta ed estensione di contratti pirata e sindacati di comodo, creeranno gabbie contrattuali, con precariato e sfruttamento sempre più praticabili a danno di operatori e ignari pazienti. Infine, importanti pezzi di servizi essenziali appaltati e dimenticati da parte dell’Azienda che ne ha la responsabilità produce, oltre a disservizi, gravi situazioni lavorative”.

Per la Segreteria Provinciale della Fp Cgil occorre, quanto prima, riorganizzare in maniera trasparente i servizi istituendo con urgenza dei tavoli tecnici veri, dove aziende e sindacati abbiano modo di lavorare su dati certi. Appello, tra l’altro, già fatto in passato ma caduto nel vuoto.  

“Intanto, nell’immediato – continua Morsa – , si registrano delle crisi potenziali su quello che rimane delle strutture ospedaliere pubbliche della provincia, mentre sul territorio la sanità di prossimità si può considerare in via di estinzione a partire dal servizio 118 e distretti sanitari, per terminare al socio assistenziale di piani di zona e consultori. Al fronte di tutto ciò, addirittura, si rischia di danneggiare ulteriormente il patrimonio sempre più misero del personale dipendente di ASL e AORN con mancato rinnovo di contratti ai precari, in particolare OSS (figura determinante per la sanità del futuro ma che in provincia di Avellino non ha visto un briciolo di concorso) ma anche a medici e tecnici preziosissimi per quel che resta in provincia”.

“Dove fare un ecocuore a un diabetico? Una MOC ad una donna? Una radiografia generica o un generico prelievo di sangue? O semplicemente far nascere un bambino? Pare non sia più alla portata della ASL. Le RSA e il Centro Alzheimer vivono di crisi. Servizi, nonostante a totale finanziamento statale e regionale sfuggono dalla gestione ASL. Come al solito chiudiamo con il capolavoro del Landolfi, siamo a settembre, abbiamo avuto contezza degli sforzi per farlo rinascere ma adesso al di là di tutto, occorre implementare i servizi con immissione di personale medico, portare a termine i lavori e far rivivere sul serio le attività attivabili oggi, in questo modo si potrebbe cominciare a pensare di nuovo ad un processo in via di concretizzazione, piuttosto che allo stallo prima della crisi finale e definitiva”.