FOTO/ Quando il rock è inclusione… La musica de “I Sognatori”, band oltre le barriere

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Quando il rock diventa un mezzo di inclusione sociale. Dopo aver suonato per Papa Francesco nella Sala Nervi di Città del Vaticano; “I Sognatori”, la band composta quasi interamente dai ragazzi diversamente abili del Centro Aprea di Contrada Novesoldi ad Atripalda, sono tornati a emozionare calcando un altro importante palcoscenico: quello della IV Edizione della “Giornata del Cuore – Alice Gruppioni”, che si è tenuta presso il campo “San Costanzo – Germano Bladier” di Capri.

Carmine Alvino

Diretti come sempre dal maestro-chitarrista Carmine Alvino, “I Sognatori” hanno dimostrato ancora una volta come l’arte e la musica non conoscano barriere. «Il progetto è nato più di trent’anni fa – racconta il maestro Alvino -. È iniziato come un duo con me alla chitarra e Antonio Santoro, un ragazzo affetto da sindrome di down, alla batteria. Poi col tempo abbiamo trovato sempre più componenti e siamo arrivati a esibirci in oltre quattrocento concerti. Usiamo la musica per favorire l’inclusione ma anche a scopi terapeutici. Suonare uno strumento in un complesso musicale porta i ragazzi a un maggiore rilassamento, ad accrescere la concentrazione e soprattutto a sviluppare al meglio il loro potenziale attivando processi dormienti».

Dal rock di Beatles, Kasabian, The Verve, Bon Jovi e Creedence Clearwater Revival, a melodie d’autore come l’intramontabile Napule è di Pino Daniele, passando per Nada (Amore Disperato) e Rino Gaetano (Gianna). Ma il variegato repertorio de “I Sognatori” comprende anche brani decisamente più pop come Figli delle Stelle di Alan Sorrenti. Le voci dei bravissimi cantanti Andrews Berardo, Pina Santoro e Angela Romano sono capaci di interpretare e rendere unico qualsiasi pezzo.

Dopo i già citati Carmine Alvino (chitarra acustica) e Antonio Santoro (batteria), la band si completa con Francesco Troisi e Mirea dell’Anno alle tastiere, Domenico Renzullo al basso, Luigi Infante alla batteria, Davide Danna, Gennaro Di Lorenzo, Leonardo Piscitelli e Pierluigi Collarile alle percussioni e Sabino De Luca alla chitarra elettrica.

Renata Romano
Renata Romano

Gran parte del successo della band si deve però alla presidente dell’associazione Aprea Renata Romano. «La musica – afferma – è per loro una terapia. Noi li chiamiamo ragazzi speciali: lo sono davvero perché hanno il coraggio di mettersi in gioco ed esibirsi davanti a centinaia di persone. La musica – conclude Renata – è davvero il filo conduttore che riesce a unirci tutti».