FOTO / Mercogliano, c’è Largo Mario Cesa. “Ora tocca ad Avellino”

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Nel giorno del suo compleanno, negli spazi antistanti la “sua” Loreto, l’abazia, da cui è possibile ammirare un po’ di verde Irpinia ed un tratto di autostrada che conduce a Napoli. Mercogliano ha voluto rendere onore ad uno dei geni della musica classica del ‘900 e dei primi anni 2000, al grande compositore irpino Mario Cesa, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo.

L’amministrazione comunale retta dal sindaco D’Alessio, ha accolto sin da subito la proposta degli “amici di Mario” che si sono presentati in Comune, qualche tempo fa, con ben 400 firme raccolte. E così, da ieri, la strada che conduce all’abazia di Loreto, si chiama “Largo Mario Cesa”. Proprio quella strada battuta in lungo e in largo, tante e tante volte, dal maestro, uno dei principali artefici della rassegna internazionale “Musica in Irpinia” che tanto successo ha riscosso.

L’intitolazione, ed il breve ricordo che l’ha preceduta, è stata l’occasione per rivivere momenti particolarmente intensi, anche grazie alla presenza di Anna, la sorella e dei suoi nipoti, tra cui Massimiliano.

“Mio zio mi ha lasciato una grande eredità – afferma Massimiliano Cesa -. La sua immensa umanità, i tanti ricordi da bambino. Scartabbellando nella sua discografia privata mi rendo sempre più conto della sua grandezza artistica. Questo calore dell’Irpinia ce lo aspettavamo, lui era ben voluto da tutti, era un irpino doc. Avrebbe potuto abitare in qualsiasi parte del mondo ma alla fine sceglieva sempre Avellino. I suoi pezzi, infatti, parlano proprio di questa provincia. Parlano delle sagre, ad esempio. Lui amava andarci per carpire nuovi suoni, nuovi timbri musicali”.

Claudia Iandolo, oggi insegnante, è stata tra le fondatrici di “Castellarte”, la famosa rassegna di artisti di strada cui Mario Cesa era molto legato, alla quale ha “regalato” anche delle musiche. “Impossibile non riconoscere a questo grande maestro il suo immenso talento”, dice Iandolo. “Sicuramente però i soliti giochi lo hanno tenuto fuori da cose importanti. Penso al teatro Carlo Gesualdo, uno della sue grandi sconfitte”.

“La città di Avellino – sottolinea – gli deve molto. Bisogna fare altro nel suo ricordo. Tanto altro”.

Della stessa opinione Lucio Napodano, uno dei grandi amici di Mario. “Dopo Mercogliano ora tocca ad Avellino”. Il sindaco D’Alessio, dal canto suo, ha promesso che s’impegnerà affinché possa essere di nuovo organizzata la rassegna “Musica in Irpinia”, un ulteriore omaggio di Mercogliano al Maestro. Ma non solo. E’ intenzione del primo cittadino e della sua giunta di organizzare, ogni anno il 15 giugno, un evento che ricordi Mario Cesa.