FOTO E VIDEO / “L’ospedale Frangipane si dovrà chiamare Bellizzi”: il sindaco di Ariano non ha dubbi

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Alfredo Picariello – “L’ospedale Frangipane dovrà essere dedicato a Gennaro Bellizzi per il suo grande impegno, per lo sforzo che ha profuso per il nosocomio. Si è sempre battuto perché fosse un punto di eccellenza e per la cardiochirurgia ci era riuscito”. Enrico Franza, sindaco di Ariano Irpino, non ha dubbi: la struttura ospedaliera del Tricolle deve essere dedicata a Bellizzi. Il medico, morto ieri, si era laureato nel 1983 alla Federico II di Napoli e da oltre 30 anni dirigeva il reparto di Cardiologia. Del Frangipane Bellizzi è stato anche direttore sanitario da gennaio a marzo dell’anno scorso.

Negli anni ’90, come raccontano le cronache, il reparto di cardiologia era attrezzato solo per il ricovero ed il trattamento dei pazienti acuti. Oggi, grazie anche e soprattutto all’impegno di Bellizzi, vengono impiantati pacemaker, ci sono defibrillatori automatici, si pratica la telecardiologia in pazienti con sindrome coronarica acuta sul luogo dell’evento.

“Bellizzi era ormai un pilastro della cardiochirurgia campana”, sottolinea Franza.  Chi lo conosceva bene lo stimava come professionista e come uomo, come amico.

“Ho di lui un ricordo professionale bellissimo, era dotato di grandi capacità, ha saputo interpretare in modo eccellente la figura di primario dal punto di vista culturale ed organizzativo”, afferma Pino Rosato, ex manager della Città Ospedaliera. “Avellino  – prosegue – ha poche persone di livello culturale e soprattutto umano come Gennaro Bellizzi, amava questa città come fosse casa sua e soffriva ogni volta che la vedeva abbandonata. E’ un esempio di professionista, un esempio di uomo, di politico, un esempio anche di moralità ed etica. Diceva sempre che, qualsiasi cosa si fa, la si deve fare con etica e grande competenza”.

Amalio Santoro, medico e consigliere comunale di Avellino, è molto provato. “Eravamo legati da una vita non solo perché colleghi ma anche perché ci univa una comune radice cattolico-democratica, lui veniva da una famiglia che aveva incrociato l’umanesimo socialista, aveva in sé una componente di grande umanità che lo caratterizzava, costruttore sereno di relazioni, faceva crescere le persone che gli erano intorno e quindi faceva crescere la comunità, una perdita importante non solo per tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato, ma soprattutto per questa città, per questo territorio, la Valle Ufita, per Ariano, per il mondo sanitario”.

“Ci mancherà, sul piano personale mi mancherà il suo suggerimento intelligente che si era manifestato in tante occasioni. Lascia un’eredità di impegno professionale, l’attività di medico vissuta con assoluta dedizione e donazione, lascia un esempio di padre, di uomo capace di coltivare il dono prezioso della famiglia splendida che aveva costruito, soprattutto ci lascia anche il richiamo ad un traguardo più alto che ognuno di noi deve sempre tenere in considerazione, perché la storia non si consuma solo su questa terra”.

La “sua” San Ciro si manifesta bene nelle parole di Padre Luciano Gubitosa che proprio Gennaro Bellizzi accolse in modo eccelso 13 anni quando morì Don Michele Grella. Quel Don Michele con il quale Bellizzi aveva cominciato il suo percorso di fede agli inizi degli anni ’80, quando era ancora studente universitario. “Il cammino di fede di Gennaro è stato ciò che lo ha guidato nella vita. Non lo si può comprendere fino in fondo, se non si parte da questo. Non si può capire perché lui abbia operato così bene nella sua vita, se non si dice che lui è stato prima di tutto un credente, un cristiano. Lui ha donato la sua vita alla famiglia, agli amici, ai pazienti, al territorio, ha donato la sua vita per gli altri”.