FOTO E VIDEO / L’Avellino riparte da D’Agostino, Braglia, Di Somma e i tifosi ritrovati. Il patron: “Noi siamo i primi a volere la serie B”

19 Giugno 2021

Alfredo Picariello – Se il buongorno si vede dal mattino, anche la prossima annata dell’Avellino calcio sarà buona, anzi ottima. Un po’ come il vino che, ieri sera, ha “bagnato” la presentazione ufficiale dei due elementi clou: il mister Piero Braglia ed il direttore sportivo Salvatore Di Somma, riconfermati mercoledì scorso a Roma dal duo D’Agostino, Angelo e Giovanni, proprietari della società biancoverde.

L’Us Avellino ieri ha curato davvero tutto fin nei minimi particolari, a cominciare dalla location, la splendida Villa Solimine, a due passi dal centro direzionale della Bper, che ai più ha fatto tornare in mente gli splendidi concerti dei tempi di “Aspettando Giffoni”. Da ieri, tutti i presenti, si aspettano la B, mancata di un soffio quest’anno. Conferenza stampa all’americana, con la maggior parte degli sponsor presenti, le autorità – i sindaci di Avellino, Mercogliano, Montoro e Sturno – ed anche l’Abate di Montevergine: la Madonna è stata spesso chiamata in “causa” per il miracolo.

Si guarda al cielo, perché in terra i miracoli non sempre riescono. “Per i miracoli non ci siamo ancora attrezzati”, dice senza mezzi termini il patron dei Lupi, l’imprenditore Angelo Antonio D’Agostino. “Ma posso dirlo senza timore di essere smentiro: noi siamo i primi a voler scappare da questa categoria, dalla serie C. Siamo i primi a volere la promozione, perché, credetemi, è più facile allestire una buona squadra in serie B che in serie C”.

D’Agostino ieri ha fatto il punto della situazione. “Credo che l’Avellino oggi si ritrovi in condizioni migliori rispetto ad altre squadre. Questo significa che abbiamo lavorato bene. Abbiamo sfiorato l’obiettivo, ma ora faremo di tutto per centrarlo. Faremo tutto il possibile. La sera stessa dopo la sconfitta con il Padova, ho girato pagina ed ho pensato a quello che si doveva fare. Bisognava a tutti i costi dare continuità al nostro progetto nato solo un anno fa. Bisogna ripetere l’esperienza, magari non commettendo qualche errore, siamo pronti all’iscrizione al campionato. Pensate, avevamo tutte le carte pronte per l’iscrizione alla B”.

L’obiettivo promozione non è stato centrato forse soprattutto per il fatto che la squadra, lo scorso anno, è stata allestita in tutta fretta e con enormi difficoltà e sacrifici. Quest’aspetto lo sottolinea Giovanni D’Agostino. “Molti procuratori dei calciatori non volevano più avere a che fare con l’Avellino, ormai la nominata in giro era pessima. Quindi, con Di Somma, ci abbiamo impiegato un po’ di tempo per purificare l’immagine”.

“Totore” rincara la dose: “Siamo partiti per il ritiro soltanto con due calciatori nella rosa. In 20 giorni, abbiamo costruito una squadra che ha sfiorato la serie B. Abbiamo avuto in campo no calciatori, ma uomini veri. E la cosa più bella è che l’ambiente si è ricompattato”.

E’ proprio così. Anche ieri sera, negli occhi e nella mente di tutti scorrevano le immagini dei 5mila tifosi che hanno accolto la squadra allo stadio, rigorosamente all’esterno purtroppo, per le gare più importanti dei play off. Si riparte, dunque, da questo entusiasmo, confermato anche dagli imprenditori, dagli sponsor, che sono felici del progetto D’Agostino. L’Avellino riparte da dove si era fermato, riparte da D’Agostino, Braglia e Di Somma. E da una tifoseria pronta a sognare e a far sognare.