FOTO E VIDEO / “Il paese scomparve in un attimo: la fine del mondo”. Conza nell’80 fu rasa al suolo. Oggi fa di tutto per rinascere

20 Novembre 2020

Alfredo Picariello – Se guardi in alto, verso la collina dove fino al 23 novembre 1980 c’era la “vecchia” Conza, la mente ti riporta a quella maledetta sera. Ma riesci anche a vedere oltre, ad un futuro migliore, fatto soprattutto di sviluppo turistico, grazie all’area archeologica di Compsa. Conza della Campania, comune di 1.289 abitanti circa in provincia di Avellino, è il paese della memoria ma anche della speranza. Gli esperti hanno stabilito che l’epicentro del sisma (il distretto sismico dell’Irpinia) sia stato proprio tra Teora, Castelnuovo di Conza, in provincia di Salerno, e Conza della Campania. Qui morirono quasi 200 persone ed il paese, il 90%, fu completamente distrutto, praticamente raso al suolo.

Il sindaco dell’epoca era un giovane socialista, Felice Imbriani, diventato primo cittadino nel luglio del 1980 a soli 30 anni. Oggi Imbriani ricorda quel periodo in maniera lucida e dettagliata: la cena a casa di un cugino, il caminetto, la sigaretta accesa, la scossa. “Fui sbattuto sulla parete opposta a dove mi trovavo in quel momento. Subito compresi cosa stava succedendo e, in un attimo, dal balcone mi trovai in strada. Si poteva camminare solo a carponi, perché le scosse si susseguivano e ti sbalzavano a terra”.

E poi, ancora, la polvere, la corsa in macchina verso il centro del paese, le macerie, donne ed uomini che imploravano aiuto. “La notte più lunga della mia vita, interminabile. Ed avevamo capito che, ormai, Conza non c’era più”. Sei mesi dopo, nasceva la Conza dei prefabbricati, a valle. Il nuovo insediamento conzano, sorto alcuni anni dopo il sisma, si trova ai piedi della collina sulla quale sorge l’abitato storico. La nuova Conza è stata realizzata con criteri antisismici e strade e piazze larghe.

Anche in una piovosa giornata di novembre, nella nuova Conza, in piazza, scorgi che, dappertutto, i ricordi del terremoto del 1980 sono ben evidenti. C’è la Rinascita, ad esempio, la scultura dell’artista Giuseppe Rubicco, realizzata in piazza Sandro Pertini, in occasione del 25º anniversario del terremoto. Il monumento è costituito da una sfera in pietra spaccata dalla forza dell’uomo e di una donna che, fragili (vetro), riescono a riemergere e rinascere.

Paradossalmente, il cicerone classico nei viaggi della memoria, il trait d’union tra le varie persone del posto, è la tenace presidente della Pro Loco “Compsa”, che il terremoto non lo ha vissuto. Antonella Petrozzino è nata nel 1981. Lei è stata concepita nei prefabbricati. “L’evento del 23 novemnre 1980 ha condizionato per sempre le nostre vite”, ci dice.

L’attuale sindaco, Luigi Ciccone, la sera del 23 novembre dell’80 era a casa della sorella. “E’ stata la fine del mondo. Queste cose resteranno per sempre nella nostra memoria. I primi giorni non c’erano soccorsi, è stato un incubo. Nei miei occhi c’è ancora il ricordo di quel panorama spettrale”.

A Conza, ovviamente, viene ricordata anche la grande opera di volontariato da ogni parte d’Italia. Tra i tanti soccorritori, anche Michele Emiliano, attuale presidente della Regione Puglia.

Michele Emiliano