FOTO E VIDEO / “Così gli U2 hanno cambiato le nostre vite”

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Gianpietro Verosimile, dj molto noto e molto caro agli avellinesi (in arte Vinyl Gianpy), ricorda alla perfezione due date simbolo: quella del 18 novembre 1991 e quella del 18 ottobre, sempre del ’91. La prima coincide con l’uscita di “Achtung Baby”, da molti considerato il capolavoro assoluto della band irlandese (il settimo album in studio del gruppo); la seconda con l’uscita di “The Fly”, scelta come primo singolo dall’album.

“Quel singolo – dice Verosimile – fu un pugno nello stomaco, ricordo ancora oggi Bono (pseudonimo di Paul David Hewson, frontman degli U2) vestito da mosca. Ma le vendite non decollavano. Furono due giornate soleggiate, sia ad ottobre che a novembre del 1991, ma molto fredde. Grazie agli U2, però, quelle fredde giornate d’autunno, diventarono calde all’improssivo. A parte il primo impatto, infatti, ci abituammo al nuovo sound. Li ringrazieremo per sempre perché hanno dato il là all’ascolto della musica con un approccio diverso: hanno anticipato parecchie mode che sarebbero sopraggiunte successivamente”.

Andrea Ficca, cantante della band irpina “Fix”, ha iniziato a prendere un microfono in mano con un solo intento: “Non volevo soltanto cantare, volevo soprattutto cantare i brani degli U2”, svela senza mezzi termini, mostrando un biglietto reliquia di uno dei concerti più importanti del gruppo musicale rock irlandese formatosi a Dublino nel 1976 e composto, oltre che da Bono, da David Howell Evans in arte The Edge (chitarrista), Adam Clayton (bassista) e Larry Mullen Jr. (batterista).

“Gli U2 hanno firmato la mia vita”. Non ha dubbi Stefano Belfiore, giornalista. “Tantissime tappe della mia esistenza sono fortemente correlate alla band, anche dal punto di vista accademico. Il ricordo più bello legato a loro è l’aver conosciuto Bono nel 2011 a Zurigo”.

Esattamente 30 anni dopo dall’uscita di Achtung Baby, questi tre “pazzi” amanti degli U2, hanno riunito a villa Amendola, in una piacevole serata – una bella chiacchierata tra amici – i fan della band per festeggiare un evento storico. Ed è stata una forte emozione per tutti. I ricordi hanno preso il sopravvento, in un mix molto interessante, perché al mondo che proprio a quei tempi provava a cambiare (la caduta del muro di Berlino del 1989, l’avvicinarsi dell’Unione Europea), c’è stato il normale accostamento ad una città, Avellino, completamente diversa da oggi.

Erano, quelli, ancora i tempi del Corso aperto alle macchine, con il bar “Fraps” ed i due “Ananas & Banana”, storico negozio di dischi (uno al Corso, l’altro a via Dante). Un altro mondo, un’altra Avellino. I fan degli U2, “capitanati” da Verosimile, si riunivano Torrette di Mercogliano sotto la bandiera “Love and pride”. Vinyl riusciva addirittura a stampare una fanzine.

Un’altra epoca, gli “ultras” della band oggi sono avvocati, giornalisti, docenti, commercialisti. Ma la passione, 30 anni dopo, resta sempre la stessa. E bastano alcune note di “One”, una delle ballad più rappresentative degli U2 – cantata e suonata dai Fix, quindi da Ficca, Lucio Belisario, Marco Zaolino ed Enzo Ranaudo – per tornare a cantare a squarciagola come ai tempi in cui gli stadi si riempivano.