FOTO E VIDEO / “Camminavo sulle rovine quel novembre dell’80…”. Anche i carabinieri celebrano il sisma dell’Irpinia. In sette persero la vita

14 Novembre 2020

Alfredo Picariello – Irpinia 40 anni dopo. Il terremoto del 23 novembre 1980 è presente anche nel calendario storico dei carabinieri, svelato al pubblico in videocollegamento a Roma dal comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata, Giovanni Nistri, accompagnato da coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: il prof Aldo Onorati e lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, con il giornalista Aldo Cazzullo a tenere le fila del racconto, che celebra uno dei massimi simboli italiani, Dante Alighieri, di cui ricorre il settecentenario della scomparsa.

Ad Avellino, per l’occasione, il colonnello Luigi Bramati, comandante provinciale dei carabinieri, ha voluto incontrare la stampa in maniera informale, nel pieno rispetto di tutte le norme e le regole anticontagio. Per il colonnello, l’occasione è stata utile soprattutto a sottolineare proprio la presenza di una pagina dedicata al terremoto.

“Quest’anno – afferma – è un calendario particolare. Si sottolinea l’impegno di tutti coloro che sono stati vicini ai cittadini colpiti dal sisma. Ci sono eventi che sono purtroppo avvenuti e che fanno parte della memoria collettiva di tutti noi”. Bramati dice di essere stato particolarmente colpito dalla frase di inizio della pagina di novembre che recita così: “Camminavo sulle rovine quel novembre dell’80 e forse ero troppo giovane per capire come, una notte in Irpinia, un urto titanico fra placche sismiche fece arrivare fino in superficie una scossa che rase al suolo decine di centri abitati, capolavori di una architettura povera e antica ma di un fascino meraviglioso”.

“Il narrato di novembre – afferma il comandante irpino dei militari dell’arma – parla dell’importanza del volontariato, non solo dei carabinieri. E’ il paradigma di collaborazione e di unità, molto importante in eventi così drammatici, come può essere anche quello che stiamo vivendo adesso. Si parla dell’impegno dei carabinieri a supporto delle comunità in cui operano. E’ sempre forte, oggi come allora, il legame dei carabinieri alle loro comunità. Ogni paese ha i propri carabinieri”.

Carabinieri che, quel 23 novembre 1980, pagarono anche con la vita la scossa di terremoto. “In tutto furono sette le nostre vittime. Ma morirono anche 29 familiari di carabinieri che, nonostante il grave lutto, continuarono a lavorare al servizio dei cittadini”.

Bramati non nasconde di essere molto legato al calendario storico dei carabinieri. “Mio nonno – svela – era un appuntato, quindi ogni anno il calendario era presente in casa mia. Girando le pagine, io sognavo, immaginavo e conoscevo tutto quello che c’era nell’Arma. Allora non volevo ancora fare il carabiniere, ma forse quegli attimi mi sono entrati così tanto dentro, che successivamente ho cambiato idea”.