FOTO / Acqualonga, 9 anni fa la strage. “Fu davvero l’apocalisse”

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Un solo grande abbraccio, una preghiera e gli occhi che non riescono a staccarsi da quel maledetto ponte. Da Acqualonga, da quaggiù, fa davvero paura. Ed il rumore della auto che sfrecciano veloce, fa sì che tutto sia ancor più inquietante. L’abbraccio tra i due sindaci, quello di Monteforte Irpino e quello di Pozzuoli, rende il ricordo forse più “dolce” perché, nonostante l’immane tragedia, due comunità si sono strette per sempre.

Sono trascorsi 9 anni. Oggi, 28 luglio 2022, il 28 luglio del 2013 sembra ieri. Una sera di fine estate che rimarrà impressa nella memoria di tutti, la strage di Acqualonga è il più grave incidente stradale mai avvenuto in Italia.

Secondo ricostruzioni ufficiali, alle 21 di domenica 28 luglio 2013 numerose chiamate al 118 e al 113 segnalavano un grave incidente stradale avvenuto su un viadotto dell’autostrada A16 Napoli-Canosa intorno alle 20.30. Venne riferito che un pullman, mentre sbandava con alcune auto, aveva sfondato il guardrail ed era precipitato nella scarpata sottostante il viadotto.

Verso le ore 19.40 un pullman Volvo B12 Echo di proprietà dell’agenzia di viaggi Mondo Travel proveniente da Telese Terme e Pietrelcina entrò sulla A16 tramite il raccordo autostradale 9 di Benevento in direzione Napoli e Pozzuoli con a bordo 48 persone (47 passeggeri e l’autista). Durante il tragitto, dopo aver sorpassato i caselli di Avellino Est e Avellino Ovest, il bus si apprestava a salire in territorio di Monteforte Irpino quando molti passeggeri avvertirono strani rumori provenire dall’interno del mezzo, tuttavia l’autista continuò a circolare.

Dopo la galleria Quattro Cupe di Monteforte Irpino, verso le 20.30, un giunto cardanico dell’albero di trasmissione si ruppe tranciando l’impianto frenante: a questo punto il bus diventò ingovernabile, nessun tipo di freno è diventato utilizzabile e il veicolo cominciò a sbandare, urtando varie automobili e furgoncini bloccati nel traffico dell’autostrada a causa di un cantiere, dopodiché vi fu un primo impatto con il guardrail del viadotto Acqualonga.

L’autista cercò di far rientrare il bus in carreggiata, ma urtando altri veicoli, il pullman impattò per la seconda volta con il viadotto. I new jersey esterni (che dopo diverse e molte ispezioni e sentenze, sono risultati non sicuri) non resistettero all’impatto del pullman, lasciando che il bus precipitasse dal viadotto per circa 30 metri.

Dalle lamiere dell’autobus furono estratti 38 cadaveri e 10 feriti, fra cui tutti i bambini presenti nell’autobus. Due feriti morirono in seguito per le ferite riportate: si trattò di Simona Del Giudice (la più giovane tra le vittime), morta il 6 agosto a soli 16 anni e di Salvatore Di Bonito, 54 anni, deceduto il 7 settembre.

I funerali di Stato delle prime 38 vittime si svolsero nel Palasport di Pozzuoli il 31 luglio 2013 alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

A distanza di 9 anni, Monteforte Irpino e Pozzuoli continuano a ricordare le vittime. L’anno scorso, l’amministrazione irpina, sotto il ponte di Acqualonga, ha fatto realizzare il “Giardino della Memoria”. La scultura, bianca, realizzata dal maestro Antonio Di Rosa, guarda proprio verso Pozzuoli. E’ un’anima che si eleva e tende al cielo. L’architetto Germano Schillaci ha fatto il resto. Ha collocato la scultura ed ha sistemato l’area e il contesto naturale che doveva accoglierla, secondo il concorso di idee promosso nel 2018 dall’Ordine degli Architetti della provincia di Avellino.

Ci sono poi quaranta aste in ferro dall’altezza variabile, secondo gli anni di vita delle vittime. Nel concorso, riservato ai progettisti under 40, si chiedeva di presentare una soluzione progettuale dell’area sottostante il luogo dell’incidente a “memoria storica” dell’accaduto. Il monumento si completa con un altare nel cui interno sono stati collocati gli oggetti personali ritrovati dopo l’incidente.

Oggi pomeriggio, nel giardino della memoria, il sindaco di Monteforte Irpino, Costantino Giordano, ha accolto il suo collega di Pozzuoli, Luigi Manzoni.

“Il ricordo di quella sera è indelebile”, afferma Giordano che, 9 anni fa, era vicesindaco. “Nel mio cuore c’è una tristezza infinita”. Giordano fu tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia. “Ricordo tutto, sembrava l’apocalisse: non mi stancherò mai di dirlo. Questo tratto d’autostrada – sottolinea Giordano – è molto pericoloso, quando ero giovane ricordo che lo ribatezzammo l’Appenino Meridionale. Ora il limite di velocità a 80 kn all’ora sta salvando tante vite”.

Anche il sindaco di Pozzuoli quella sera si precipitò a Monteforte Irpino. “Ero consigliere comunale – spiega Manzoni -. Appena ricevemmo la notizia, corremmo qui a Monteforte, dove l’amministrazione e le istituzioni ci sono sempre state vicine. Che cosa ricordo di quella notte? Le lamiere contorte del bus ed i corpi straziati”.

In prima linea, i gonfaloni dei due Comuni. E poi, il viceprefetto di Avellino, la dottoressa Fico, il comandante provinciale dei carabinieri, il comandante provinciale dei vigili del Fuoco, Bellizzi, il comandante dei vigili urbani di Monteforte, Landolfi. E diversi familiari delle vittime. Il rito religioso è stato celebrato da don Angelo Citati.