FOTO / 100mila in piazza in ricordo delle vittime innocenti della mafia: a Napoli anche tanta Irpinia

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Giovani, studenti, associazioni, uomini, donne, amministrazioni comunali. Da Napoli a Brescia, in 100mila in piazza per la giornata di memoria e impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, per ribadire che la lotta contro ogni mafia deve partire da un modello di istruzione differente e non solo.

Napoli “luogo di cultura e di accoglienza, capace di rispondere all’emergenza criminale con iniziative sociali di ogni tipo, città generatrice di speranza”- è stata scelta per ospitare oggi, 21 marzo, la giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti. Un corteo è partito da piazza Garibaldi per arrivare in piazza Plebiscito.

Qui, sono stati letti i nomi delle vittime innocenti. Un rituale importante che si ripete ogni anno, fin dal 1993. Il 21 marzo, infatti, nasce dal dolore di una mamma al primo anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1993).

Quel giorno, c’è anche don Luigi Ciotti sul luogo del dolore. Prega, in silenzio. Quando, all’improvviso, si avvicina una donna minuta: si chiama Carmela, è vestita di nero e piange. La donna prende le mani di don Luigi e gli dice: «Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri».

Soffre, Carmela: in quel primo anniversario della strage la memoria di suo figlio Antonio, e dei suoi colleghi Rocco e Vito, veniva liquidata sotto l’espressione “i ragazzi della scorta”. Da questo grido di identità negata nasce, il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare da nessuno il suo nome. Nessuno. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.

Un lungo elenco che diventa memoria. Ogni anno una città diversa, ogni anno un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Per farli esistere nella loro dignità.

Anche questa mattina, a Napoli, si è tenuto il rosario civile. Sono stati pronunciati anche i nomi di diversi irpini, vittime innocenti.

I nomi di Pasquale Campanello, Nunziante Scibelli, Salvatore Manzi, Francesco Antonio Santaniello, Francesco e Antonio Graziano, Antonio Ammaturo, Vittorio Rega.

I loro nomi sono stati letti davanti ai ragazzi dell’Ite Amabile di Avellino e di altre scuole del capoluogo, di Ariano Irpino e di Cervinara. Presenti anche i Comuni di Monteforte Irpino e Lauro, con i loro gonfaloni e con dei rappresentanti. A Napoli c’era ovviamente il presidio di Libera Avellino, il consigliere comunale del capoluogo irpino Francesco Iandolo, la consigliera provinciale Laura Cervaro.