FOTO / 100 anni di storia vanno giù in tre giorni. Nelle prossime ore addio ad altri due platani

0
2357

100 anni di storia vanno giù in tre giorni. Sono partite questa mattina le operazioni necessarie al taglio e all’abbattimento del primo ed unico albero monumentale della città di Avellino, il grosso platano che svettava in villa comunale e che superava anche diversi palazzi. La parte alta di corso Vittorio Emanuele, nei pressi della pianta, out ai pedoni ed alle macchine per tre giorni, ovvero fino a venerdì 23 settembre, dalle 8 alle 18.

Chiusa anche l’edicola che si trova proprio a ridosso del platano, stamane sul posto l’assessore all’Ambiente del Comune, Negrone, il quale ha precisato che i lavori potrebbero anche protrarsi di qualche giorno.

L’assessore non ha nascosto il proprio dispiacere per “una decisione diffile ma inevitabile. Solo così, però, riusciamo a salvare gli altri alberi, purtroppo quando si ammalano di cancro colorato, come in questo caso, non c’è altra soluzione che l’abbattimento. Chissà quando noi, ed i nostri figli, riusciremo a vedere un albero così, credo sia molto difficile, è davvero un peccato”.

Il grosso platano era ormai in fase “terminale” da un po’ di tempo, forse un paio di anni, l’accelerazione c’è stata nell’ultimo mese, quando la situazione si è fatta insostenibile e si è cominciato a recintare l’area per il pericolo di crolli.

Ora l’attenzione deve esserci sugli altri alberi a rischio. Purtroppo, però, due platani di viale Italia sono già condannati, venerdì – ovvero dopodomani – saranno abbattuti: si trovano all’altezza del ricovero “Rubilli”. Altri vengono monitorati costantemente. “Non tutti sono da abbattere”, sottolinea Negroni. “Molti li stiamo curando”.

Tornando all’albero monumentale, tutto ciò che sarà abbattutto, verrà traportato in un impianto di smaltimento autorizzato, a Solofra. Sarà poi piantato un altro albero, alto circa 8 metri, l’auspicio del Comune di Avellino è che sia lo stesso tipo di albero di quello che sta andando giù in queste ore.

I lavori effettivi sono partiti verso le 10.30, a causa del vento occorre fare molta attenzione. C’era, sul posto, la solita folla di curiosi e di tante persone dispiaciute, visto che, ad ogni modo, va giù un pezzo di storia importante della città.