Forza Italia Campania: spunta un documento per i vertici nazionali, tra i firmatari anche Livio Petitto

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Congresso Forza Italia

Come riporta Adnkronos, i Congressi regionali di Forza Italia restano una delle sfide per Antonio Tajani, a cominciare dalla Campania. L’obiettivo, d’intesa con la famiglia Berlusconi, è di celebrarne il maggior numero possibile entro l’estate appianando tensioni e malumori. Per la Campania ancora non c’è una data e sarebbe spuntato un ”documento politico sulla situazione in Campania” di tre pagine dal titolo “Per il ripristino della democrazia interna, dell’identità politica e della credibilità istituzionale”, in cui viene chiamato in causa – senza mai essere citato – il coordinatore regionale forzista, Fulvio Martusciello, fedelissimo del vicepremier.
Il testo porta la firma di quattro parlamentari campani: due deputati, Annarita Patriarca e Pino Bicchielli, e due senatori, Francesco Silvestro e Raffaele De Rosa. Hanno messo la loro sigla anche tre consiglieri regionali azzurri, Susy Panico, Angela Parente e Livio Petitto.

Silvestro spiega all’Adnkronos che “è nell’interesse del partito, perché siamo convinti della necessità di una forte istanza di rinnovamento per ripartire tutti insieme e avere un partito davvero forza trainante della coalizione in Campania”.
Il documento dove viene denunciato che il “partito in più occasioni ha dato l’impressione di muoversi senza una bussola politica”, è stato inviato (come si legge nella intestazione) alla primogenita del Cav. Marina Berlusconi, al segretario Tajani, al tesoriere Fabio Roscioli e ai quattro vicesegretari nazionali, Cirio, Roberto Occhiuto, Stefano Benigni e Deborah Bergamini.

“Noi sottoscrittori – si legge nell’incipit – riteniamo doveroso richiamare con senso di responsabilità l’attenzione degli organismi nazionali di Fi sulla grave situazione politico-organizzativa che si è determinata nella nostra Regione. Non si tratta più di una fisiologica dialettica interna, ma di una crisi profonda, strutturale e non più rinviabile, che incide direttamente sulla credibilità del partito, sulla sua funzione politica e sul rapporto con gli alleati”. La “realtà attuale”, avvertono, “è segnata da una forte confusione politica, che ha progressivamente isolato il partito. I rapporti con gli alleati risultano compromessi, le posizioni mutano senza confronto e manca una linea chiara e riconoscibile”.