Forgione: “I D’Alema e le Bindi ostacolo ad una Italia moderna”

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“La rottamazione, cavallo di battaglia di Matteo Renzi, non e’ solo uno slogan ma una necessita’ inderogabile per superare la crisi e portare il paese fuori dalle secche”. A riferirlo è Andrea Forgione del Pd di Paternopoli e sostenitore del comitato irpino per Renzi premier. “Infatti – continua – a portare l’Italia nel baratro e’ stata proprio la cattiva politca e i suoi protagonisti, che da trenta anni siedono in parlamento ininterrottamente. Questi dinosauri politici, nostalgici del “bel tempo antico”, quasi antropologicamente credono che il consenso popolare puo’ essere manipolato e che le persone possano essere abbindolate. Alla base c’e’ l’idea che il popolo vada educato, che la coscinza dell’individuo si impone con l’autorita’ esterna.
Per questi vecchi arnesi della politica la missione e’ costruire “l’uomo nuovo”, come fu per la vecchia ideologia marxsista. A tale scopo essi ritengono sia necessario un partito piramidale, oligarchico, basato sulla cooptazione. Il risultato di questa anacronistica visione e’ che l’uomo nuovo non si e’ realizzato ed i loro fautori si sono trasformati in aristocratici parrucconi, professionisti della politca, votati solo a mantenere i privilegi di casta. Non poteva essere diversamente perche’ questa visione ottocentesca non si adatta alla societa’ dove il sistema dell’informazione e l’accesso alla rete hanno disarticolato i sistemi di autorita’ politica. Oggi la legittimazione di un leader o di una linea politica viene direttamente dal cittadino elettore e non da quello iscritto al partito. Fu proprio questa analisi ad animare Veltroni verso la rivoluzione democratica del Lingotto. Infatti , la ragione della nascita del PD e’ il superamento di quelle forme di partito che avevano portato al fallimento della prima repubblica. Con Bersani gli oligarchi del partito hanno tentato una restaurazione conservativa di un modello di politca , sconfitto dalla storia, causando la fine anche della seconda repubblica, dominata dal berlusconismo e dagli scandali di una porcilaia politca intenta a gozzovigliare alle spalle dei cittadini. Ovviamente i processi sono velocissimi ed oggi ci troviamo a fare i conti con una rivoluzione democratica incompiuta. Ecco, Matteo Renzi riprende il testimone di Veltroni e ci dice che per completare quella innovazione e quel rinnovamento, annunciato al lingotto, occorre pensionare gli oligarchi del partito, mandandoli definitivamente a casa per palese inadeguatezza. I vari D’Alema, Bindi; Fioroni; Marini sono il vero ostacolo ad un’Italia moderna e riscattata. Nessun cambiamento puo’ avvenire se in parlamento siede una gerontocrazia di parassiti, alieni ai cittadini e dal pensiero politco morto ed anacronistico. Nessun cambiamento puo’ avvenire se dobbiamo portarci dietro ,come una palla al piede, un centinaio di sanguisughe, pagati 30 mila euro la mese, incapaci di leggere le trasformazioni della societa’. Dunque queste primarie non sono un confronto fra due o tre idee di sviluppo ma l’eterna lotta fra i conservatori e gli innovatori. Non dunque una battaglia ideologica, dove vorrebbe trascinarci Vendola, ma un conflitto generazionale fra chi vuole un cambiamento radicale e chi invece vuole conservare il potere per il potere a scapito delle giovani generazioni che sono state private del sogno e del futuro”, conclude.

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