Fma – Fiat e ‘Fiom bifronte’. Centrella: “Fiom sia rappresentata”

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Pratola Serra – “Se la Fiat proponesse che il premio di produzione spettante a un reparto di un suo stabilimento dipendesse dai giorni di malattia delle persone che fanno parte di quel reparto, come risponderebbe la Fiom-Cgil? Non firmerebbe quell’accordo? Invece sì, lo firmerebbe. Anzi, lo ha firmato. Incredibile ma vero: alla Fma di Pratola Serra e alla Sata di Melfi, entrambe del gruppo Fiat, sono in vigore intese in deroga al contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici che prevedono condizioni di lavoro peggiori rispetto a quelle che Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, propone a Mirafiori e che la Fiom è fermissimamente intenzionata a non accettare. Nel 1993, però, le intese a Melfi e a Pratola Serra le firmò, e non è che allora fosse più ‘morbida’ di oggi: a guidarla era Claudio Sabatini, il ‘duro’ Sabatini (scomparso nel 2003)”.
Dopo i recenti accadimenti di Mirafiori, il settimanale Panorama ritorna a parlare dell’accordo Fiat stavolta ponendo l’accento anche sulla situazione degli operai dello stabilimento Fiat di Pratola Serra.
In questa direzione, il segretario nazionale dell’Ugl, l’irpino Giovanni Centrella, a margine di un’assemblea dei delegati torinesi di Fiat Mirafiori, ha sottolineato come vi sia bisogno di “… una Fiom meno rigida che non pensi di ridiscutere l’accordo”, ricordando poi come condizioni analoghe a quelle individuate per Mirafiori sono state raggiunte negli anni passati sugli stabilimenti Fiat di Melfi e di Pratola Serra con l’assenso della Fiom allora guidata da “… una persona dura ma preparata” come Claudio Sabatini.
“Se agli operai di Pratola Serra e Melfi fossero proposte oggi le stesse deroghe che la Fiat propone a Mirafiori, accetterebbero subito, perché sono molto migliorative”, ha spiegato Centrella.

‘FIOM SIA RAPPRESENTATA’ – “Vogliamo che la Fiom stia dentro la fabbrica perchè per democrazia ogni lavoratore deve essere libero di scegliere chi lo deve tutelare e chi lo deve rappresentare. Non è giusto che i lavoratori che vogliono far capo alla Fiom debbano rivolgersi ad altri per essere tutelati – ha meglio precisato Giovanni Centrella che si è detto fiducioso sulla possibilità che una volta avviati gli investimenti ci si possa sedere a un tavolo per ”… porre dei correttivi nella fase di avvio di Fabbrica Italia. E lo vogliamo fare insieme alla Fiom”.

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