Fiume Sabato, centraline di rilevamento e analisi dell’Arpac. Il comitato: “Passo in avanti, ma non c’è ancora un colpevole”

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Finalmente l’Arpac ha deciso di effettuare una serie di analisi straordinarie lungo il corso del fiume Sabato per far fronte “ai continui attacchi criminosi a cui è sottoposto il fiume”. E’ quanto si legge in una nota del comitato “Salviamo La Valle Del Sabato”. In concomitanza con l’attività dell’Arpac, anche le Forze dell’ordine hanno attivato importanti interventi investigativi e soprattutto la Provincia di Avellino si è mossa per installare una rete di centraline di rilevamento lungo il corso fluviale.

Tutto ciò grazie alle iniziative intraprese dalle nostre associazioni e dai cittadini, ci tiene a sottolineare il comitato che ribadisce come sia “da rilevare con compiacimento per il prosieguo di questa vera e propria battaglia di civiltà ma resta, al momento, disatteso il punto fondamentale di questa drammatica vicenda e cioè l’individuazione dei responsabili di questi reati perché vengano sottoposti alle misure punitive che prevede la legge in materia”.

“Fino ad oggi tanti disastri ambientali ma nessun colpevole – continua la nota del Comitato Salviamo la Valle del Sabato -. Questo è qualcosa che non può essere più tollerato per il punto di gravità a cui è pervenuto il fenomeno criminoso per cui è giunta l’ora che le Autorità dello Stato, ognuno per ciò che è di loro competenza, diano delle risposte all’unisono in tal senso”.

Per questo i membri del comitato chiedono di agire con fermezza a nome di tutta la popolazione della Valle del Sabato: “E’ ora di cambiare passo, altrimenti in questa storia peccheremo tutti di una complicità morale per il resto degli a venire. È questo il senso della nota inviata l’altro ieri a tutte le Autorità, ai diversi livelli istituzionali. Auspichiamo vivamente che si producano  prima di tutto accertamenti concreti che individuino in fretta tutti gli scarichi, autorizzati e non, in quanto i primi  vanno controllati con maggiore frequenza  mentre i secondi  vanno chiusi ad horas con conseguente denuncia penale dei responsabili”.

Il comitato conclude dichiarando che: “Siamo coscienti che è un lavoro non da poco  ma sappiamo anche che se non si fa così non si risolverà mai un bel niente. Le sole analisi effettuate a ripetizione e i monitoraggi che ci offrono un continuo quadro devastante dei rilevamenti finiscono per essere un mero palliativo nel mentre i criminali del nostro ambiente e della nostra salute agiscono ancora indisturbati e nemmeno tanto nell’ombra”.