Fisco, sequestro beni: oltre 1,5 milioni di euro nel Salernitano

Fisco, sequestro beni: oltre 1,5 milioni di euro nel Salernitano

20 Marzo 2021

Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Salerno ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, per oltre un milione e mezzo di euro, nei confronti di sei soggetti indagati a vario titolo per diversi reati di natura tributaria.

Le attività investigative sono state avviate alla luce delle anomalie riscontrate nel corso di una verifica della posizione fiscale di un’impresa edile di Canegrate, che nel 2015 aveva trasferito la sede legale a Sala Consilina, presso lo studio di un commercialista salernitano. Si tratta di una circostanza anomala soprattutto se si considera che l’originario amministratore di Legnano aveva contestualmente intestato la società a due prestanome, di cui uno con precedenti per associazione a delinquere ed autoriciclaggio.

Nonostante il cambio di domicilio, l’azienda continuava ad emettere documenti fiscali con la vecchia intestazione, che riportava l’ubicazione nella cittadina dell’hinterland milanese, così da non destare sospetti nella clientela.

Parallelamente, per “schermare” l’operatività di quella ceduta, che versava da tempo in una situazione di grave dissesto finanziario per i debiti accumulati con il Fisco, il titolare aveva avviato in Lombardia due nuove imprese, sempre operanti in analoghi settori commerciali.

L’incrocio della documentazione acquisita dai Finanzieri di Sala Consilina con gli accertamenti bancari svolti, ha permesso di ricostruire che l’impresa verificata, proprio per eludere le rivendicazioni dei creditori, era stata svuotata di tutto il patrimonio, mediante la cessione fittizia di beni strumentali e rami d’azienda alle due Società neo-costituite.

Nel corso degli approfondimenti, gli inquirenti hanno appurato che i titolari di queste ultime avevano adoperato una serie di escamotage contabili per evadere il Fisco.

Ricostruito il meccanismo di evasione fiscale, il G.I.P., su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie nella disponibilità dei sei indagati e delle tre società, fino alla concorrenza dell’importo di 1,7 milioni di euro.

I responsabili sono ora chiamati a rispondere all’indebita compensazione con falsi crediti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, all’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Rischiano condanne fino a 8 anni di carcere.